Galeone: “Il calcio moderno è monotono”. Poi sul futuro di Allegri e Gasperini…
L’ex allenatore Giovanni Galeone, amico storico di Massimiliano Allegri, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tele Radio Stereo. Ecco le sue parole sulla situazione delle panchine in Italia, tre presente e futuro.
Leggi anche: Serie A, le designazioni arbitrali della trentesima giornata
L’intervista a Giovanni Galeone sul futuro di Allegri
“E’ un po’ che non sento Max, l’ultima volta era con Briatore prima che partisse per l’Australia, per la F1. Avevamo parlato di tutt’altro, della famiglia visto che ci conosciamo da una vita. Non sempre parliamo di calcio”.
Galeone sul possibile approdo di Allegri alla Roma
“Per come conosco io Max non vedo controindicazioni. A volte perde le staffe, ma come tutti nel mondo del calcio. Non vedo cose negative, Max ha vinto più di tutti. Se uno succede a Conte alla Juventus dopo tre scudetti, e ne vince cinque, direi che non è una brutta presentazione. Come accaduto al Milan, dove ha vinto uno scudetto. Il primo anno di Serie A, nel Cagliari, l’ha iniziato con 4-5 sconfitte. Cellino è riuscito a mantenerlo e io ho vinto delle scommesse con i miei amici di Stintino: avevo scommesso che Max avrebbe salvato la squadra quando erano ultimi in classifica”.
Galeone su Allegri e Gasperini
“Il rendimento delle squadre di Max e Gasperini è molto simile, non per niente erano due giocatori che erano allenatori già da calciatori. Giocavano per la squadra e avevano una lettura della partita fantastica, formidabile. Capivano i pericoli che la squadra poteva creare e quelli che poteva rischiare. Più scientifica la lettura di Piero, più fantasiosa quella di Max. Ho avuto Gasperini 2-3 anni”.
Allegri tra Roma e Milan: il parere di Galeone
“Roma è sempre Roma, lui a Milano c’è già stato. Non mi ha detto nulla di eventuali contatti. Era andato in Inghilterra perché voleva imparare l’inglese, poi è stato a Livorno. Non so assolutamente che idee si sia fatto, sta aspettando che salti qualche squadra. Secondo me quest’anno ci saranno dei cambiamenti in Serie A, qualsiasi siano i risultati. Uno c’è già stato, con Tudor, e al momento non sarebbe stata la sua piazza. Se la Juve non dovesse andare avanti con Tudor ci sarebbero diversi movimenti interessanti”.
Galeone sul futuro di Conte e delle altre big
“Dovesse anche vincere lo Scudetto, non è detto che Conte resti a Napoli. Ha vinto lo Scudetto con la Juve e se n’è andato, stessa cosa con l’Inter. Non sono convintissimo neanche della permanenza di Inzaghi all’Inter, indipendentemente da come finirà la stagione, mentre darei per scontate le conferme di Baroni alla Lazio e di Italiano al Bologna”.
Galeone sul post-Ranieri a Roma
“Tra Gasperini e Allegri è una bella lotta, sono entrambi molto bravi e saprebbero farsi voler bene. Uno per la simpatia, per l’essere sportivo e il porsi nei confronti di piazza e stampa. L’altro per la serietà. Non capisco perché Ranieri voglia smettere, tra parentesi: è molto bravo e lo ha dimostrato tantissime volte, è un signore. Da dirigente però, lo vedrei meglio in coppia con Allegri. Anche come carattere. Gasperini è un pochino più permalosetto, come carattere, mentre come professionalità è quasi incredibile. Lo era da giocatore, lo è stato da allenatore e lo ha dimostrato. Allegri invece è un po’ più sbarazzino”.
Galeone sul calcio moderno e i settori giovanili
“Non è una questione di penuria, ma purtroppo non abbiamo più i settori giovanili che una volta erano la base del calcio italiano. Milan, Udinese in C2, Torino, la Roma stessa avevano settori giovanili fantastici. Oggi i settori giovanili sono spariti, servono solo per fare una costruzione dal basso dove il portiere fa più tocchi del centrocampista. Non mi piace il calcio moderno, è monotono. Non posso vedere che una squadra raggiunge quasi il vertice dell’area avversaria e poi tornano indietro, fino al portiere: che le mettono a fare le porte a quel punto? Il calcio non è solo questo o possesso palla, se uno sbaglia un passaggio ma cerca di fare un passaggio che mette il compagno davanti al portiere per me non è un passaggio sbagliato”.
