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Food For Sport: la bella iniziativa di Atalanta sul settore giovanile

Dal nostro inviato al Gewiss Stadium, Martino Cardani

L’Atalanta si concentra sullo sviluppo del settore giovanile e Calcionews.eu, nella persona del nostro inviato a Bergamo Martino Cardani, ha avuto l’onore di essere tra gli invitati della tavola rotonda organizzata dal club al Gewiss Stadium per l’evento Food for Sport, Equilibrio per la Performance. Ecco il racconto della giornata, molto importante per un settore giovanile che, da anni, è al vertice del movimento italiano.

Food for Sport , Equilibrio per la Performance : l’impegno di Atalanta nella formazione del settore giovanile

Le parole di Fabbris dell’ Atalanta

“Bella occasione, abbiamo con noi tante società che lavorano con il settore giovanile di Atalanta, è un momento in cui possiamo dare un contributo importante. Educare i ragazzi a un corretto stile di vita significa prepararli anche dal punto di vista dell’educazione alimentare e noi riusciamo a dare un’educazione fondamentale per la crescita dei nostri giovani. Dobbiamo ringraziare la società per l’attenzione al settore giovanile, che per noi è fondamentale”.

Le parole di Giampaolo Bellini

“Porto i saluti del responsabile del settore giovanile, Roberto Samaden e sono felicissimo che siano iniziative come questa per lo sviluppo del settore giovanile, al quale la società Atalanta ha sempre creduto. Sono contentissimo di essere qui perché per me è stato un percorso importante quello che ho avuto la fortuna di fare nel settore giovanile dell’Atalanta: sono cresciuto come calciatore e come persona. Bello essere qui e testimoniare quello in cui il settore giovanile della Dea crede.

Quando ero nel settore giovanile come ragazzo non c’erano tante informazioni, ma un inizio dell’informazione sul food e su quello che si poteva fare extra campo. Il nostro compito, oggi, è invece quello di veicolare con le nostre competenze i ragazzi, in un mondo in cui le informazioni sono anche troppe. L’allenatore delle giovanili deve essere un esempio per i ragazzi e loro sanno che noi ci siamo, in modo anche silenzioso e pacato, ma devono sentire che ci siamo”.

Le parole di Silvia Marras , la nutrizionista del settore giovanile di Atalanta

“Si diventa nutrizionisti sportivi con studio, passione e l’amore per lo sport e lo studio delle dinamiche sportive in generale. Lavorare per un settore giovanile è molto bello e molto appagante, anche perché si lavora dagli Under 7, fino alla Primavera. Si può fare un discorso di educazione alimentare che per un professionista è molto importante”.

Sull’alimentazione equilibrata

“Un’alimentazione equilibrata può influire sulla vita di chiunque. Equilibrio prevede che ci siano tutte le categorie, con l’acqua fondamentale. Non può che aiutare la performance dei ragazzi questo equilibrio: l’alimentazione può diventare una strategia, quasi al pari dell’allenamento, per potersi allenare e scendere in campo al meglio. Ci sono delle direttive da seguire prima di una gara, il giorno stesso. Gli errori banali, che si vede spesso, riguarda i piccolini che non hanno una formazione accurata: arrivare in partita dopo aver giocato un pasto troppo pesante e non performare al meglio a causa dell’essere appesantiti: un mio atleta ha mangiato un piatto di casoncelli prima di giocare!”.

Sulla formazione all’alimentazione

“Dallo svezzamento è il momento di iniziare i più piccoli a una sana alimentazione: osservando i genitori apprendono in modo naturale, senza vedere la dieta con un’accezione negativa. Da lì si instaurano dei meccanismi positivi. I genitori ricoprono un ruolo fondamentale nel dare i pilastri della sana alimentazione, hanno una responsabilità gigante. Così come allenatore e staff, soprattutto per gli adolescenti che vedono in loro un punto di riferimento molto importante: seguono forse più l’allenatore che il genitore in quella fase di vita. Bisogna essere attenti a non demonizzare alcuni cibi, per non creare dei problemi nella nutrizione: giusta l’attenzione verso l’alimentazione sana, ma senza demonizzare il mangiarsi un kebab o una pizza. L’eccezione ci sta, anche perché sono ragazzi molto giovani e devono avere la libertà di scegliere e sbagliare. Fondamentale fare delle giornate di formazione, più con i genitori. Giusto che in primis si formi il genitore. Quando i ragazzi poi sono cresciuti un po’, si fa formazione anche a loro, spiegando cosa è il caso che mangino e come approcciarsi al cibo”.

Sull’esempio di Atalanta alla Casa del Giovane

“Un’alimentazione sana fa la differenza nel lungo periodo, dando una capacità totalmente differente di affrontare le sfide quotidiane. C’è uno studio sulla Casa del Giovane, il posto dove vivono i ragazzi dove vivono i ragazzi che arrivano fuori Bergamo: c’è una mensa con un menù, con pasti in più, per non farli arrivare troppo affamati. Ci sono ragazzi che fanno ritmi particolari: escono a 6.30, non passano a casa a pranzare, vanno ad allenarsi e tornano a casa a 20.30: non si aiutano con piani alimentari severi, ma una guida per aiutarli a mangiare bene, anche perché troppo spesso mangiano poco per mancanza di tempo.

C’è più attenzione rispetto a tempo fa, ma ci sono tante informazioni che mettono in confusione, tanto più i ragazzini. C’è internet che li bombarda spesso con informazioni sbagliate, oppure i compagi di scuola, che mangia in un modo che magari non è adatto a un ragazzo sportivo. Quello che arriva da fuori potrebbe non essere corretto e spesso genitori e ragazzi ci chiedono aiuto: i ragazzi sono carinissimi, sono attenti e mandano foto del piatto che mangiano, ci stanno attenti. A volte mi mandano anche la foto del McDonald (ride, ndr) e io dico solo che avrebbero potuto fare una scelta di migliore qualità…Sono sportivi, estremamente giovani, non succede nulla se una volta ogni tanto si lasciano andare…

Con i ritmi di oggi, frenetici, non è semplice per una famiglia essere sempre attenta a cosa si mette in tavola: fondamentale diventa quindi la formazione e a noi piacerebbe farlo con le società affiliate, per portarlo ai ragazzi che non sono dentro il settore giovanile di Atalanta. L’informazione è l’unica cosa che ti può salvare dal fare scelte sbagliate. Ci sono modi semplici per fare cose sane senza perdere un mucchio di tempo.

Per gli sportivi la benzina è il carboidrato: complesso (pane, ecc.) o semplice (frutta), l’acqua (della quale è importante controllare il residuo fisso, che se è un po’ più alto reidrata meglio i ragazzi), proteine di qualità (pesce, carne, uova, legume, formaggi: tutto, purché sia di qualità e variando), quindi verdure e fonti di grassi buoni (olio extra vergine di oliva, frutta secca, avocado). Non deve mancare niente”.

Cristina Bambini, DOLE , partner di Atalanta e scuola allo stadio

“DOLE è uno dei più importante leader nel mondo dell’ortofrutta, un colosso dell’ortofrutta a livello globale. Abbiamo 170 anni di storia, siamo presenti in 30 Paesi, con 250.000 facilities nel mondo. In Italia facciamo da sempre educazione alimentare rivolta alle giovani generazioni, aiutando i consumatori nel fare delle scelte alimentari corrette e nel fare scelte di stile di vita più sane. Importante farlo partendo dalla più giovane età: da lì c’è una strada in discesa fino all’età adulta. Ci occupiamo di frutta fresca, in particolare di frutta esotica, ma anche tutto il resto. La frutta è una parte importante dell’alimentazione perché è ricca di nutrienti fondamentali per uno sviluppo corretto per l’adozione di uno stile di vita corretto.

Scuola allo Stadio ci permette di avere un contatto diretto con il mondo dei più piccoli: quello che portiamo è un’attività di gioco, attraverso la quale trasmettiamo ai bambini nozioni importanti sui nutrienti di ciascun frutto, facendo capire perché la frutta dovrebbe essere all’interno dell’alimentazione e dei pasti principali.

Partire con una corretta alimentazione dall’infanzia aiuta a superare le possibili difficoltà che possono arrivare durante l’adolescenza. L’eccezione va bene, ma deve rimanere un’eccezione”.

Sirio Fiorese, Orobica Pesca

“Bisognerebbe consumare il pesce almeno due volte a settimana e non tutte le famiglie hanno questo consumo. Le proteine sono altamente digeribili e con molti micronutrienti che hanno proprietà antiossidanti. Notoriamente il pesce fa bene perché contiene gli Omega3. Bisogna dire che non sono i pesci a creare gli Omega3, ma li acquisiscono a loro volta con l’alimentazione. Bisogna variare il tipo di pesce a seconda della propria attività: ci sono pesci più grassi che sono meno indicati prima dell’attività, ma più per il dopo (alici, tonno); prima di un’attività sono più indicati pesci più magri e leggeri, più digeribili e facili per l’attività (pesci a carne bianca come merluzzo, sogliola), che danno un apporto proteico ma non appesantiscono.

Orobica pesca festeggia quest’anno il sessantesimo anniversario e si può dire che il nostro titolare abbia portato il pesce di mare a Bergamo. Si è portato pesce di qualità. Questo ci ha portato a essere l’azienda che siamo oggi, con sei pescherie e ristoranti e hotel di qualità. Esportiamo anche pesce fresco all’esterno, come a Las Vegas, Hong Kong e Dubai. La qualità dei prodotti, dei collaboratori e dei processi ha portato l’azienda a raggiungere le dimensioni che ha raggiunto, storica e consolidata.

Siamo fortissimi sul pesce pescato, ma il mondo sta cambiando e nel 2022 c’è stato il superamento del pesce allevato su quello pescato per la prima volta. Questo trend continuerà. Il pesce è l’unica risorsa che stiamo ancora prendendo in natura e va gestito in modo adeguato. Allevato e pescato sono prodotti validi, quello che conta è quello che si dà da mangiare ai pesci che si allevano: il lavoro grosso è di selezionare partner che diano prodotto di qualità, con mangimi di qualità che permettano un rapporto favorevole di Omega3, perché un allevato di bassa qualità è grasso e povero di Omega3.”

Delia Pirola, assicurazione qualità di Zanetti Formaggi

“Zanetti formaggi è leader nell’esportazione di Grana Padano e Parmigiano Reggiano e siamo intorno ai 110 Paesi verso cui esportiamo. La nostra produzione è in due caseifici storici, uno nel Mantovano e uno nel Bresciano: produciamo 1200 forme di Grana Padano al giorno. Non è sufficiente per coprire il fabbisogno per la vendita, ma per quanto riguarda il centinaio di produttori di latte, sono tutti a meno di sessanta kilometri dal sito di produzione e sotto il controllo della veterinaria, perché ci teniamo alla sostenibilità e alla salute delle vacche. Selezione oltre ai requisiti di selezione del Grana Padano.

La Zanetti lavora anche molti formaggi delle nostre valli, si va dal mercato del sabato sul piazzale dello stadio, fino alle grandi catene di tutto il mondo, con i ristoranti delle isole più vip: capillare in ogni mercato. Il core business è il Grana Padano, che garantisce una quantità di nutrienti elevatissima, con zero carboidrati. Tutti i nutrienti del latte arrivano a essere dieci volte superiori nel formaggio: 29% di grassi, 33% di proteine di valida qualità e vitamine A e B2, oltre a calcio e fosforo. 50 grammi di Grana Padano coprono più del 50% del fabbisogno di calcio di un uomo, ed è facilmente assimilabile.

Il Grana Padano ha due vantaggi nell’inserimento nell’alimentazione: puoi mangiarlo senza modificarlo, a pezzi o grattugiandolo; pronto a essere mangiato, è anche decisamente spendibile nella cucina. Insieme al Parmigiano Reggiano sono i primi formaggi che vengono inseriti nell’alimentazione dopo lo svezzamento. In più è un prodotto dal punto di vista igienico-sanitario che ha pochi uguali: la stagionatura di almeno 9 mesi elimina tutti i batteri patogeni. Tra l’altro può anche stare fuori dal frigo per qualche ora senza che succeda niente e questo lo rende perfetto per le merende dei bambini e dei ragazzi”.

Silvia Marras , le parole in chiusura

“La pizza si può mangiare? Si può mangiare. Pesce, frutta, sarebbero perfetti. Ma i ragazzi nel post partita si mangiano la pizza, reintegro perfetto. Dopo lo sforza va bevuta acqua e mangiata frutta, ma nella pizza puoi mettere proteine ed è una grande ricarica di carboidrati e i muscoli necessitano di essere ricaricati. La pizza reintegra tutto e li rende felici!”.

Andrea Fabbris , direttore generale corporate Atalanta

“Mi sarei dovuto fermare solo qualche minuto, ma l’interesse è aumentato e devo ringraziare la Dottoressa e tutti gli ospiti. Le informazioni sono significative e importanti. I momenti come questo completano il nostro lavoro nei confronti dei giovani. Ringrazio il nostro testimonial Bellini, la dimostrazione della bontà al 100% del nostro club”.

Food For Sport: la bella iniziativa di Atalanta sul settore giovanile