Acerbi, cosa combini? “Io ti sfondo”: la nostra analisi sullo scontro con il tifoso PSG
Clamoroso quello che è successo al Mondiale per Club e che riguarda Francesco Acerbi dell’Inter: durante una sessione di autografi, fuori dal centro sportivo, c’è stato uno scontro tra il difensore e un tifoso in maglia PSG. Ecco come è andata.
Scontro Acerbi – tifoso al Mondiale per Club
Tifosi in attesa di un autografo, Acerbi che si concede per qualche istante. Sembra una scena normalissima quella che va in scena negli USA, fuori dal centro sportivo che ospita l’Inter in attesa della seconda giornata dei gironi del Mondiale per Club.
Eppure, all’improvviso, qualcosa succede: un tifoso, presente al centro sportivo, ha una maglia del PSG e canzona Francesco Acerbi, ricordando la sconfitta della sua Inter, in finale di Champions, proprio contro i parigini.
Dopo un paio di occhiate e qualche sfottò, ecco la risposta del difensore nerazzurro.
“Io serio, preso per il c**o no, non mi piace. Io esco da lì, io matto, io ti sfondo di botte”.
Un atteggiamento e una risposta che stanno facendo il giro del mondo e che, inevitabilmente, stanno sollevando una serie di critiche. Quanto, infatti, è lecito per un calciatore professionista cedere agli sfottò di un tifoso, arrivando addirittura a minacciarlo?
Se è vero che i calciatori dovrebbero essere spogliati di quell’aura di uomini-esempio per le generazioni future (sono pur sempre calciatori), è pur vero che, in qualità di personalità pubbliche, ogni loro gesto, ogni loro frase, ogni loro atteggiamento è a disposizione di tutti.
Benché la sensibilità del tifoso, che ha atteso apposta il difensore di Chivu per ricordargli la sconfitta non sia certo elegante, la risposta da gradasso e con minaccia neanche troppo velata di una personalità pubblica non è trascurabile. Anche perché, e questo sarebbe bene ricordarlo al signor Acerbi, la goliardia del tifo è una parte integrante del calcio che, senza, perderebbe gran parte del suo appeal. E, probabilmente, impedirebbe ai calciatori di avere la visibilità e i guadagni che hanno.
Un bel giro di scuse sarebbe d’obbligo…
Martino Cardani
