Il CT della Palestina: “L’Italia faccia un minuto di silenzio contro Israele”
Toccante intervista quella realizzata da La Gazzetta dello Sport a Ihab Abu Jazar, CT della Palestina, che è stato intercettato all’uscita dal Paese per le sfide di Qualificazioni ai Mondiali: ecco cosa ha detto, tra le violenze della guerra che Israele sta continuando e i tanti lutti subiti negli ultimi mesi.
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Le parole di Ihab Abu Jazar , CT della Palestina
“Ho perso più di 250 persone tra amici, parenti e colleghi. L’Italia faccia un minuto di silenzio per i nostri bambini”.
Ihab Abu Jazar sulla paura
“Sa qual è la cosa che temiamo di più? Il telefono. Una volta rientrati negli spogliatoi facciamo fatica a controllare le notifiche. Quell’avviso, ormai quotidianità per milioni di persone, è diventato una fonte d’ansia: potrebbe dirci che è morto un amico o un familiare”.
Ihab Abu Jazar sull’esilio dalla Palestina
“Ti senti vuoto, isolato, ti manca un pezzo che non sai quando ti verrà ridato. Io sono nato a Rafah, a sud della Striscia di Gaza. Oggi è una città che quasi non esiste più: è stata rasa al suolo”.
Ihab Abu Jazar sugli allenamenti
“Come CT alleni una squadra che non può giocare davanti ai tifosi, che non può riunire i giocatori in patria e che non può comunicare liberamente a causa di posti di blocco e restrizioni imposti dall’occupazione. Il ruolo che trascende lo sport. Si tratta di raccontare al mondo il nostro calvario e trasformare il dolore in forza. Allenare la Palestina è una forma di resistenza. Porti il peso della speranza e coltivi la resilienza di chi ne fa parte”.
Ihab Abu Jazar sulla quasi impresa della Palestina
“Siamo stati a un millimetro dalla storia. Il gol dell’Oman al 97′ ci ha tagliato le gambe, ma per pochi istanti abbiamo portato gioia nel cuore della gente. L’abbiamo ‘distratta’ dall’orrore. A marzo, quando abbiamo battuto l’Iraq per la prima volta in una gara di qualificazione al Mondiale, abbiamo ricevuto dei video da Gaza in cui le famiglie mettevano insieme quei pochi soldi rimasti per comprare la benzina per i generatori e vedere la partita. Queste immagini sono state un promemoria per il peso che portiamo. L’orgoglio di rappresentare una nazione ferita che non vuole cedere”.
Ihab Abu Jazar sulla morte del suo vice, Hani Al-Masdar
“Era il mio braccio destro nella squadra olimpica. Un eroe. È stato ucciso mentre consegnava aiuti, viaggiando da nord a sud per sostenere i bisognosi. Suleiman Al-Obeid invece, il “Pelè della Palestina”, ex punta della nazionale, è morto mentre era in coda per il cibo, costretto dalla guerra a cercare da mangiare per sé e per i suoi figli. Il contrasto tra le loro morti la dice lunga sulla nostra tragedia. Uno è morto aiutando i bisognosi. L’altro perché aveva bisogno di aiuto. A quanta sofferenza deve ancora assistere il mondo prima che questi massacri vengano fermati?”.
Ihab Abu Jazar su Israele – Italia
“Agli italiani dico questo: osservate un minuto di silenzio prima del calcio d’inizio per onorare i bambini di Gaza e le nostre vittime. Issate la bandiera palestinese sugli spalti e intonate cori per noi come atto di solidarietà. E, infine, non dimenticatevi del passato: nel 1982 l’Italia dedicò il Mondiale al popolo palestinese. Ora serve un altro segnale forte”.
