Rivera: “Ho un programma per rilanciare il movimento”
L’ex fuoriclasse del Milan e pallone d’Oro, Gianni Rivera, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, ha parlato della disfatta azzurra in Bosnia e della sua voglia di rimettersi in gioco e presentare un programma per candidarsi in Federazione.
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Le parole di Rivera nell’intervista sull’Italia
“L’Italia ancora fuori dalla Coppa del mondo è un disastro. Ho letto pareri e commenti, anche all’estero nessuno ci poteva credere. La Nazionale deve potersi confrontare con Germania, Brasile. Noi siamo quella cosa lì, non questi. Siamo una squadra che non fa più paura alle grandi del calcio. Abbiamo perso qualcosa. Senza voler fare filosofie: i giocatori sono meno bravi di un tempo. La tecnica di base è diminuita. Le colpe sono anche dei tecnici che formano i bambini.
L’ho sviluppato insieme al mio amico Adolfo Sormani, il figlio di Angelo. Vogliamo ripartire dai più piccoli: bisogna curare la tecnica di chi inizia a giocare a calcio. Concentrarsi su quello. Poi aumentare le strutture e farli stare più tempo possibile in campo. Questo progetto l’avevo già nel cassetto, lo avrei esposto anche in caso di vittoria dell’Italia in Bosnia, magari testandolo in una squadra di dilettanti. Gravina? Erano scritte le dimissioni, sì. Ha scelto lui Gattuso, Buffon, questo gruppo che ha perso in Bosnia. Dopo una sconfitta così è stato costretto a farsi da parte. È una questione di responsabilità. Stavolta anche volendo non avrebbe potuto restare abbarbicato alla poltrona. Non ce l’avrebbe fatta”.
