9 gol e difese inesistenti: cos’è stata PSG Bayern Monaco
Nell’andata della semifinale di Champions League, tra PSG e Bayern Monaco, abbiamo assistito a due attacchi travolgenti che si sono affrontati a viso aperto, regalando gol (9) e spettacolo (tanto) ma mostrando anche due difese francamente imbarazzanti. Chi si mettesse di fronte allo smartphone per vedere gli highlights di PSG Bayern Monaco in pausa sigaretta dovrebbe fumarne due. Le azioni salienti durano 9 minuti e mostrano azioni di rara bellezza e attaccanti da urlo. Ma vedere 9 gol in una semifinale di Champions è puro spettacolo o segnala una deriva del calcio verso lo sbilanciamento più assoluto?
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Gol e spettacolo in PSG Bayern Monaco, ma anche un segnale che il calcio sta cambiando
Come si intuisce dal numero di gol segnati, questa semifinale è stata una partita molto intensa e spettacolare: non si erano mai visti così tanti gol in questa fase del torneo, e c’è ancora il ritorno da giocare. La semifinale è stata ben al di sopra delle attese, che erano altissime, visto lo stile di gioco spregiudicato e poco prudente di entrambe le squadre, che vantano una notevole concentrazione di calciatori più che talentuosi, diversi dei quali sono nel momento migliore della loro carriera.
Tanto si loda l’attacco quanto si deve criticare la difesa, però. Abbiamo visto azioni difensive da mettersi le mani nei capelli: come quando il PSG ha incassato due reti in rapida successione per aver tenuto un solo difensore a giocarsela contro un attaccante come Luis Diaz, che andrebbe sempre raddoppiato. Ad altissimi livelli, dunque, il calcio è soprattutto offensivo, di chi può spendere vagoni di milioni per acquistare superstar assolute. E i poveri difensori? Fino a prova contraria, si tratta ancora di uno sport di squadra, e sarebbe il caso di trattarlo come tale e organizzare schemi di gioco che considerino 11 giocatori, non due o tre crac che giocano vicino alla porta.
Certo, lo spettacolo e i gol fanno audience e vendono il prodotto (cosa che alla UEFA interessa moltissimo, nelle serate di Champions League) ma non riducono anche la bellezza di uno sport corale al semplice virtuosismo di pochi interpreti? E questo non rovina forse lo sport?
di Mattia Mezzetti
