Savicevic: “Ho visto poco di questo Milan, bisogna avere pazienza”
Il presidente della Federcalcio del Montenegro ed ex campione del Milan Dejan Savicevic ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport parlando dei rossoneri, ma non solo.
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Le parole di Dejan Savicevic sul suo Milan e su quello attuale.
“Ma no, non ero un genio, ero solo un ottimo giocatore. Siete stati voi della Gazzetta a chiamarmi così. Forse perché facevo cose che gli altri non potevano fare, forse perché avevo più fantasia. E’ allegro e fa un po’ ridere. I miei amici e i miei compagni quando vogliono prendermi in giro mi chiamano Genio. In Italia tutti, ma è esagerato.
Abitavamo in una casa dietro la stazione. Mio fratello Goran voleva diventare macchinista. Poi ha fatto l’agente immobiliare. Io scappavo fra i binari e andavo a giocare in un campo pieno di pietre. Ho imparato lì a palleggiare. Ero un giovane bandito, avevo un futuro da tagliagole. Per fortuna sono diventato un giocatore, a 13 anni nell’Ofk Titograd”.
Savicevic sui tempi passati al Milan.
“È sempre nel mio cuore. Sono arrivato nel 1992, dovevo andare alla Juve, poi alla Roma, poi al Monaco in Francia. Io ero alla Stella Rossa, stavo bene. Avevamo vinto la Coppa dei Campioni, battuto il Marsiglia a Bari. Ho faticato per un anno e mezzo. È stata dura, avevo qualche problema fisico e davanti c’erano Gullit, Van Basten, Rijkaard, Papin. Ma ho scelto l’Italia perché era il campionato più bello del mondo e c’erano i giocatori migliori.
Una buona scelta, in un’altra squadra non avrei vinto tanto e avuto la visibilità che mi ha dato il Milan. E poi i tifosi. Splendidi, appassionati. I loro cori erano la miglior carica. Fa molto piacere che la gente dopo più di vent’anni si ricordi di me. Ci sono quelli che mi dicono che ero come Platini. È bello”.
Savicevic sul paragone con il Milan attuale.
“Mmm… il mio era un altro Milan, eravamo sempre in finale di Champions. Di questo ho visto poco, solo spezzoni in tv. È giovane e fresco. Anche l’allenatore è giovane. Contro la Lazio ha avuto una bella reazione. Dobbiamo aspettarli con pazienza e accettare anche gli errori, fanno parte del calcio. Lo so, non c’è tempo, ma la qualità dovrebbe uscire, si metterà al pari con le altre. L’Inter purtroppo mi sembra più avanti. Ma la stagione è lunga e complicata per tutti. Aspettiamo. Io ho aspettato un anno e mezzo”.
di Marco Fabio Ceccatelli
