Capello: “L’Atalanta è forte e gioca con la bava alla bocca, Ederson spaziale”
CAPELLO ATALANTA MILAN – L’ex tecnico del Milan, Fabio Capello, ha analizzato il ko dei rossoneri contro l’Atalanta di Gasperini, che infila la nona vittoria di fila e alimenta il sogno Scudetto.
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Capello: “Il Milan ha fatto troppo poco dopo l’infortunio di Pulisic”
Questi alcuni estratti dell’intervista concessa da Fabio Capello alla Gazzetta dello Sport: “Il successo sul Milan conferma quanto di buono si è visto finora: la squadra di Gasperini è forte, ma soprattutto è convinta di quello che fa e gioca con la bava alla bocca. Guardate De Ketelaere sul primo gol. Theo Hernandez ha un atteggiamento passivo, mentre il belga salta in alto e va verso la palla. Ecco, è un’immagine chiara della differenza d’atteggiamento tra Atalanta e Milan di ieri sera.
Sull’Atalanta da Scudetto
“Io continuo a credere che l’Inter sia la favorita, ma Gasp può sicuramente giocarsi le sue carte. E ha un centrocampista da top club europeo: Ederson. È spaziale per la capacità di abbinare corsa, fisicità, tecnica e intelligenza”.
Sull’atteggiamento del Milan
“Il Milan ha fatto poco, troppo poco, specialmente dopo l’infortunio di Pulisic. Maignan, il portiere, ha giocato più palloni di molti dei suoi compagni. Non va bene. Quello non è possesso palla, ma perdita di tempo e sintomo di poca fiducia nei propri mezzi. E infatti il Milan è stato lento, rinunciatario e ha calciato appena due volte in porta, una all’inizio con Pulisic e l’altra sul gol, nato da un’eccezionale accelerata di Leao. Poi ci sono i soliti errori, anche dei singoli: abbiamo detto di Theo, ma sulla rete di Lookman che decide la partita, Emerson Royal la combina grossa.
Sulla classifica del Milan
“Questa sconfitta è pesante per il Milan. Non lo dico io, lo dice la classifica. Fonseca adesso è a 12 punti da Gasperini, ma più che la distanza dalla vetta è quella dalla zona Champions a preoccupare. Facile ripetere che è ancora presto, ma a forza di dire che è presto, poi si fa tardi. Specialmente se la Serie A non dovesse portare cinque squadre nella Coppa più importante come è successo l’anno scorso”.
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