Toloi “lo Spartano” fa 300 con la Dea: festeggiato un testimone della storia dell’Atalanta
TOLOI 300 PARTITE ATALANTA- Nella serata degli Ottavi di Finale della Coppa Italia 2025 l’Atalanta ritrova il suo capitano. Storico, quello prima dell’ormai condottiero Marten de Roon. Stiamo parlando di Rafael Toloi, una bandiera nerazzurra che, nella goleada al Cesena, ha raggiunto il prestigioso traguardo delle 300 partite con la Dea. Una sorta di mitologico spartano, protezione e guida della sua Dea Atalanta. Un pezzo di storia del club, che ha conosciuto in prima persona l’evoluzione delle ambizioni, dei traguardi, del gioco e di tutto quello che circonda l’Atalanta stessa. Gewiss Stadium compreso.
Toloi : sono 300 con l’ Atalanta, tra presente e passato
26 agosto 2015: all’Atalanta, in cerca di un difensore, approda Rafael Toloi. Proveniente dal San Paolo, il ragazzo aveva già giocato una stagione in prestito alla Roma. Il che lo ha reso il profilo adatto, conoscendo già la Serie A. Una spesa piuttosto contenuta (circa 3.9 milioni di Euro) ha convinto la dirigenza dell’Atalanta a concludere l’affare. E, da quel lontano mese estivo di quasi 10 anni fa, Rafael Toloi non se ne è più andato. L’allenatore di quella Dea era ancora Edoardo Reja. Così, per rendere l’idea.
Γνῶθι σαυτόν (Gnōthi sautón): la massima greca dell’oracolo di Delfi, il principale santuario panellenico di tutta la Grecia, intimava ai viaggiatori di conoscere se stessi prima ancora di iniziare la conoscenza del mondo esterno. Solo conoscendo se stessi, infatti, si può arrivare a comprendere il mondo. La massima dell’oracolo, nella serata delle 300 di Toloi con la maglia dell’Atalanta, può essere facilmente interpretate in chiave moderna. Se la Dea, infatti, è arrivata dove è arrivata è perché nessuno, dalla dirigenza, ai giocatori, passando per addetti ai lavori e tifosi, ha dimenticato quello che è stata.
In questo senso Rafael Toloi è un patrimonio inestimabile: lui c’è stato in tutte le fasi della crescita dell’Atalanta, in ogni momento della gloriosa era Gasperini. C’era alla prima qualificazione in Europa, c’era quando l’Atalanta si è qualificata per la Champions League, c’era quando è arrivata seconda in campionato. C’era quando il Covid ha sconvolto Bergamo, unendo ancor di più, se possibile, la squadra alla città. C’era quando la Dea giocava le sue partite europee a Sassuolo, o a Milano, ma c’era anche quando il Gewiss Stadium prendeva forma, fino a diventare lo splendido gioiello che è oggi.
“Ricorda chi eravamo”: queste sono le parole che, pare, Re Leonida di Sparta affidò al suo guerriero-aedo (cantastorie) nell’affidargli il compito di raccontare il sacrificio dei 300 alle Termopili. E allora noi, più di duemila anni dopo, ci affidiamo a te, caro Rafael. “Ricorda chi siamo”. Perché, senza il passato, non c’è futuro. In particolare in una società come l’Atalanta.
