Conferenza, Ranieri: “Una sconfitta non cambierebbe il nostro umore, sappiamo cosa fare”

CONFERENZA RANIERI – Sabato sera la Roma affronterà l’Inter, nella 33esima giornata di Serie A. Il tecnico giallorosso Ranieri è intervenuto in conferrnza stampa per presentare il match.

SAN SIRO – “Mi fa effetto allenare la Roma, non gli stadi in cui giochiamo. Essere tifoso e allenare la propria squadra ti rende orgoglioso. Affronteremo l’Inter, che è vicina alla qualificazione alla Champions, e per noi sarà una bella sfida”.

CRESCITA – “Un risultato negativo non cambierebbe il nostro umore, un successo invece ci farebbe davvero bene. Ripeto, una sconfitta non ci creerebbe troppi problemi dal punto di vista della convinzione in ciò che dobbiamo fare”.

PELLEGRINI NZONZI – “Decido sempre prima della partita, ma ho visto benissimo tutti i ragazzi. Deciderò venerdì sera. Pellegrini ha più passo di Nzonzi, ma il francese è un giocatore importante nel gioco a 1-2 tocchi”.

SPALLETTI – “Non valuto il lavoro degli altri allenatori, il nostro è un lavoro bellissimo ma difficilissimo. Le differenze fra Roma e Milano? Ogni piazza ha le proprie peculiarità e dipende tanto anche dal momento storico. Io ho avuto poco tempo per conoscere Milano e ho avuto la sfortuna di perdere due giocatori come Thiago Motta e Coutinho. Fin quando c’erano loro l’Inter si era ripresa, poi quando Motta ha scelto di andare al PSG la squadra ha perso riferimenti e si è spenta”.

DUE PUNTE – “Io non ho cambiato idea. Io ho fatto il farmacista: so quali sono le problematiche della squadra, so che De Rossi non può reggere tutta la partita. Per questo sono partito con le due punte. Venerdì farò le considerazioni del caso sapendo che l’Inter è in salute. Io sceglierò i giocatori pensando ai 90′”.

ZANIOLO – “Non è nel suo momento di forma migliore. Lui rende meglio da mezzala a tutto campo, non dietro la punta o da esterno. Poi magari esploderà e ci farà vedere altre cose, ma ora come ora è più una mezzala”.

RANIERI – “A me brillano gli occhi per due squadre: la Roma e il Cagliari. Ho tutte le ex squadre in mente, ma nel cuore ho queste due. Io mi sento un professionista che a volte ha avuto possibilità di poter lavorare, in altre sono arrivato in momenti storici non positivi. Forse questo è il mio karma, ma in generale sono super soddisfatto della mia carriera, che comunque non è ancora finita”.

SUCCESSI CONSECUTIVI “Ci siamo conosciuti, i giocatori mi hanno capito adesso. Mi ripeto, noi dovremo lottare fino in fondo e arrivarci a testa alta”.

FUTURO – “Non sta a me dirlo. Io so cosa devo fare ora, ovvero portare la Roma il più in alto possibile. Poi non stabilisco i programmi futuri. Faccio il mio per quest’anno, poi si vedrà cosa vorrà fare il presidente, cosa succederà a fine campionato e se saremo o no in Champions League”.

MODULO – “Ho visto tutti bene. Le mie considerazioni arriveranno al venerdì sera perché voglio capire chi e quanti possono arrivare ai 90 minuti. Non posso mettere in campo 4 giocatori che non hanno 90′ nelle gambe, altrimenti rimango fregato coi cambi”.

SQUADRA “Noi dobbiamo essere sempre giudiziosi, ma mi piace una squadra che va all’attacco, mi piace dare emozione al tifoso. Sono un allenatore pratico, guardo cosa ho e cerco di farli rendere al meglio senza rischiare. Dobbiamo essere pratici e dare emozioni e per farlo dovremo lottare su ogni pallone per provare ad arrivare alla vittoria”.