Il padre di Kean: “Moise tifa Inter da sempre, tra 3-4 potrà essere pallone d’oro”

KEAN JUVENTUS INTER– Il padre di Moise Kean, Bjorou Jean Kean, ha concesso una lunga intervista ai microfoni di PassioneInter.com analizzando il futuro dell’attaccante ed soprattutto rivelando alcuni particolari relativo alla sua fede calcistica.

STAGIONE – “Mio figlio sta crescendo, passo dopo passo. Penso che quest’anno abbia lavorato tanto, dando il massimo. La sua famiglia è felice per lui, siamo contentissimi di tutto quello che ha fatto, sia in campo che a livello morale, per noi. Credo che stia ancora crescendo: siamo stati tutti ragazzi ed arrivare a certi livelli di fama così giovani non è facile. La prossima stagione sarà per lui ancora più importante e farà ancora meglio”.

FUTURO – “Io conosco le capacità di mio figlio. Penso che ad oggi abbia dato il 50% di quello che è il suo reale potenziale. Come papà ho sempre detto: aspetto il Pallone d’Oro da lui. E finché non me lo porta a casa (ride n.d.r.)… Sono sicuro che lo vincerà. Sta crescendo, ma può farcela in 3-4 anni. Non dimentichiamoci che a neanche 20 anni gioca nella Juventus ed ha già esordito, facendo due gol, in Nazionale. E’ nato per questo e per rendere felice la sua famiglia”.

UNDER 21 – “Quando i ragazzi sono in crescita non è facile: sono agitati ed a volte hanno comportamenti che non vanno bene. Non voglio giustificarlo però: deve comportarsi come gli altri. Personalmente ho sostenuto Di Biagio: facendo così ha fatto vedere al ragazzo che se lo fa ancora ci sono delle conseguenze. Il mister ha fatto bene. Spero che il prossimo anno possa crescere anche da questo punto di vista. I tifosi lo amano e gli vogliono bene ed il consiglio che gli voglio dare è di pensare a loro e di cercare di farli felici”.

RITARDO – “Questo non lo so, non sono il suo allenatore. Spero che gli diano ancora un’opportunità. Se ancora non cambierà, allora a quel punto non succederà mai e sarà giusto lasciarlo a casa”.

INTER – “A casa quasi tutti i suoi fratelli tifano Milan. Io ed uno dei suoi fratelli siamo invece juventini. E lui resisteva: “No, io tifo Inter!”. Tutto è nato quando stavamo camminando per le bancarelle e gli ho detto di scegliere una maglia. Non ha dubitato, scegliendo subito quella nerazzurra di Martins. Ma la passione per il calcio è partita in modo ancora più particolare”.

CALCIO – “Una volta, ad Asti, sono tornato a casa e ho trovato la lampada spaccata: c’era lui, piccolissimo, che mi guardava con il pallone in mano. L’ho subito portato all’oratorio di Don Bosco. Giocava sempre e dormiva abbracciato al pallone. Lì ha cominciato a giocare con i ragazzi più grandi, senza mai aver paura. Poi l’iscrizione all’Asti ed al Torino. Lo portavo agli allenamenti anche dopo aver perso il lavoro, facendo 35 minuti di treno ogni volta, pur con le difficoltà. Ha vero amore per il calcio”.

OFFERTA INTER – “Dipende dal suo procuratore che si occupa di queste cose. Essendo cresciuto con la maglia di Oba Oba però, l’Inter è la sua casa: l’ha scelta da piccolo, crescendo come un vero tifoso nerazzurro, sicuramente lui vorrebbe andarci. Poi dipende dalle offerte che arrivano. Se l’Inter offrirà di più rispetto a quello che prende ora, per me ci andrà. Quando giocava al Torino me lo diceva sempre: “Dopo il Toro portami all’Inter”. Estero? L’ho letto sui giornali ma non ne ho ancora parlato con Raiola: prima di prendere queste decisioni mi contatterà, visto che pur essendo maggiorenne ha ancora delle radici qui. Gli consiglierò di andare all’Inter così sarà anche più vicino a me, invece che andare in Olanda!”.