Lazio, la squadra parte per Auronzo senza Radu. Ma nei prossimi giorni…

FORMELLO SQUADRA RADU AURONZO – Alla fine Radu è rimasto a Roma. La vicenda continua a far sospirare tutti fuori dalle porte di Formello e, ora anche da quelle del campo di allenamento di Auronzo. Dopo un altro colloquio tra giocatore e società, la tregua pare non sia ancora arrivata. 

Formello, la squadra parte senza Radu

La Lazio raggiungerà il ritiro senza il senatore, che potrebbe raggiungere i compagni, forse, soltanto nei giorni prossimi. Il riavvicinamento tra le parti c’è stato sopratutto grazie Simone Inzaghi. Nelle prossime ore si capirà meglio il destino del difensore, ancora in bilico tra permanenza e addio.

Radu, possibile ritorno in squadra?

Dopo l’incontro con il ds Tare di mercoledì sera, il difensore si era riavvicinato alla Lazio;un’apertura che sembrava improbabile ma che oggi sembra portare il giocatore verso il reintegro. Inzaghi vorrebbe ripartire da lui e dagli altri fedelissimi, Lulic e Parolo; nella lista dei convocati consegnata ai giocatori, il nome di Radu non c’era, e così anche il giorno tanto agognato della partenza. Prima dovrà effettuare le visite mediche, poi arriveranno le spiegazioni.

Calciomercato, concorrenza per Radu

L’assenza di Radu nell’elenco dei convocati porta diverse squadre, italiane e non, ad interessarsi al biancoceleste. L’interesse di Atalanta, Torino e Parma è destinato a scemare. Lo sguardo è volto verso Cina ed Arabia Saudita, anche se un’occasione vorrebbe dargliela anche il Vitesse, squadra olandese.

Radu, i motivi della lite 

Il principio di tutto, secondo quanto riporta Il Messaggero, sarebbe la lite dopo una gara persa con Wallace e Bastos che ridevano sotto le docce come se nulla fosse successo. Radu li avrebbe bacchettati per l’atteggiamento, insultandoli con parole inappropriate. Tare lo avrebbe successivamente convocato e ripreso. A quel punto il romeno, ferito dopo un gesto che per lui significava attaccamento alla maglia, avrebbe detto: “Ho giocato anche rotto, a questo punto gioco solo se sto bene”. La società ha vissuto queste parole come un affronto, ed avrebbe riscontrato svogliatezza nel comportamento del giocatore fuori e dentro al campo.