Milan, Giampaolo: “Sarri uno dei migliori insegnanti d’Europa, ecco il mi sogno”

MILAN GIAMPAOLO – Marco Giampaolo, dopo l’esperienza triennale alla Sampdoria, diventerà a breve il nuovo allenatore del Milan. Il prossimo allenatore rossonero, premiato oggi dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio di Arezzo con il Timone d’Oro, ha rilasciato queste dichiarazioni su Sarri e sul calcio in generale.

SU SARRI – “Maurizio è uno dei migliori insegnanti di calcio a livello europeo, è uno studioso, è uno che ricerca, si è fatto da solo. Ha dedicato la sua vita al calcio, alla ricerca delle innovazioni, c’è grande stima da parte mia e si è meritato tutto quello ha conquistato. Lui e Conte tornano dopo esperienza importanti all’estero, parliamo di due allenatori che lo hanno dimostrato in maniera tangibile”. 

SERIE A – “Il campionato italiano negli ultimi anni è diventato più difficile, è cambiata la mentalità con cui gli allenatori vanno a giocarsi le partite, anche le piccole hanno assunto la mentalità giusta. Poi la differenza la fanno sempre i calciatori di alto livello, ma alcune volte le idee possono ridurre il gap”. 

UNDER 21 – “La Nazionale Under 21 è composta da calciatori che giocano con buona continuità nei rispettivi club, segno che da questo punto di vista le società hanno investito di più nelle capacità dei giovani. La partita di ieri sera lo ha dimostrato, contro una squadra molto forte. Bisogna mettere a frutto le esperienze, positive o negative, si creano luoghi comuni e difficoltà durante il percorso ma non bisogna mai perdere di vista chi sei. Non si finisce mai di imparare”.  

TRADIMENTO TECNICI – “Concetto vetusto e superato, gli allenatori danno tutto per il club in cui lavorano, si consumano. È sempre la passione a predominare, il tradimento è un concetto vetusto”. 

EUROPA – “”La Champions non è mai una competizione semplice, l’Inghilterra vince ma non so se è una questione di disponibilità economica, può essere. Ma non è detto”.

SOGNO – “​E’ sempre stato quello di divertirmi allenando una squadra di calcio. Quando questo perde l’aspetto ludico e diventa pesante, ci son problemi. Poter allenare ‘divertendosi’ è già un sogno e io rincorro sempre quella condizione lì”.