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Inchiesta Ultras, Calhanoglu ammette i contatti: rischio squalifica

ARRESTI ULTRAS MILAN INTER – Curve di Milan e Inter sotto inchiesta. All’alba del 30 settembre 2024 è stato eseguito un blitz coordinato tra Polizia e Guardia di Finanza che ha portato a 19 misure cautelari, tra arresti e domiciliari, tra i quali sono coinvolti anche i capi ultras dei due club di Milano.

Inchiesta Ultras Milan e Inter: le tappe

AGGIORNAMENTO 18 OTTOBRE – Dopo Simone Inzaghi, anche Hakan Calhanoglu ha confermato di aver avuto contatti negli ultimi mesi con esponenti di punta della Curva Nord. Il centrocampista dell’Inter avrebbe confessato tali contatti durante la sua deposizione agli investigatori della Squadra mobile di Milano, nell’ambito dell’inchiesta ‘Due Curve’. Il turco non sarebbe indagato, ma è stato ascoltato in quanto persona informata sui fatti. Il mediano nerazzurro ha confermato di aver conosciuto Marco Ferdico e Antonio Bellocco, il capo ultras ucciso lo scorso 4 settembre, dichiarando di averci avuto rapporti solo “a titolo personale” e “per riconoscenza”. Il tutto dopo che gli ultras avevano mostrato solidarietà per il terremoto in Turchia e Siria, nel 2023, donando maglie in beneficenza.

Cosa rischia Calhanoglu?

Calhanoglu avrebbe negato di aver partecipato a cene con loro, come invece suggerivano alcune intercettazioni di Ferdico, e avrebbe affermato di aver scoperto soltanto dopo la morte di Bellocco di chi si trattasse. Ma quindi, ora, cosa rischia il centrocampista turco? Secondo La Gazzetta dello Sport, malgrado non sia indagato penalmente, l’ex Milan potrebbe essere punito dalla Giustizia Sportiva, che ha già aperto un fascicolo, per aver violato il divieto di contatti con gruppi di tifosi non ufficialmente riconosciuti. Resterebbe vivo il rischio squalifica ma tutto si dipende, come si legge sul quotidiano in edicola, dalla eventuale violazione dell’articolo 25 e in particolare del comma 10.

AGGIORNAMENTO 16 OTTOBRE – Come riportato da TMW, nelle scorse ore il capitano rossonero Calabria sarebbe stato ascoltato dalla Procura di Milano. In particolare, il terzino bresciano sarebbe stato interrogato con riferimento ad alcuni incontri con il capo ultras milanista Luca Lucci (attualmente detenuto). Il calciatore, dal canto suo, ha asserito come l’incontro avrebbe avuto come punto cruciale della discussione i problemi della squadra a livello di rendimento e di spogliatoio.

AGGIORNAMENTO 13 OTTOBRE – Prosegue l’inchiesta ultras e, nei prossimi giorni, l’interista Hakan Calhanoglu sarà ascoltato in Procura. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il centrocampista turno non è indagato ma dovrà rispondere dei contatti avuti negli scorsi con Marco Ferdico (capo di Curva Nord attualmente detenuto a Voghera).

AGGIORNAMENTO 9 OTTOBRE – Simone Inzaghi ha avuto in mattinata un colloquio con gli investigatori della Squadra Mobile che si occupano dell’inchiesta sui capi ultras di Inter e Milan. Lo riporta il Corriere della Sera, che sostiene come l’allenatore nerazzurro sia stato ascoltato in qualità di testimone. L’argomento sarebbero i contatti avuti dal tecnico con Marco Ferdico alla vigilia della finale di Champions League del 2023 a Istanbul.

Inzaghi – si legge – era infatti stato contattato per fare pressione sulla società per ottenere biglietti che la Curva Nord chiedeva in un numero più alto rispetto a quanti ne erano già stati messi a disposizione. L’incontro non sarebbe avvenuto in questura, ma in un ufficio periferico della polizia, al fine di evitare la presenza di giornalisti.

AGGIORNAMENTO 5 OTTOBRE – Con un comunicato ufficiale apparso sui social del Secondo Anello verde, i membri della Curva interista hanno voluto far chiarezza sulla situazione: “Era nostra intenzione attendere ancora qualche tempo per rendere note le linee guida del nuovo corso che si è deciso di intraprendere al Secondo Anello Verde. Le continue indiscrezioni comparse sui giornali ed i messaggi trapelati nel mondo ultras, ci hanno indotto ad anticipare i tempi per non lasciar troppo spazio ad interpretazioni scorrette del nostro pensiero. Ci preme premettere che nulla è stato concordato con autorità o forze dell’ordine come cercato di far passare da alcuni messaggi e testate giornalistiche fuorvianti, le nuove linee di curva sono il frutto del lavoro congiunto di tutti i gruppi appartenenti alla Nord senza condizionamenti […]. I biglietti che venivano richiesti attraverso i normali canali di distribuzione dell’Inter, venivano regolarmente pagati e l’unico vantaggio offerto dalla società per esigenze di ordine pubblico e organizzativo, era quello di avere un canale prioritario per l’acquisto dei tagliandi nell’interesse comune di permettere ai tifosi più assidui di esser presenti sempre e ovunque a guidare il sostegno alla squadra. In virtù di questo “servizio” offerto da chi gestiva questo spaccato organizzativo consentito dal canale prioritario concordato con la società, al prezzo di costo dei tagliandi i gruppi avevano facoltà di richiedere un sovrapprezzo che veniva accantonato dalla curva per coprire ulteriori eventuali spese comuni straordinarie come quelle per la tutela legale dei frequentatori, magazzini per i materiali di curva, mezzi di trasporto per le coreo, ecc. Questa struttura organizzativa ed economica di curva ricalcava quanto accade più o meno in tutte le curve ma qual è la differenza e come si è arrivati all’escalation economica che ha risvegliato gli evidenti appetiti speculativi di qualcuno? La nostra realtà è cambiata dal momento in cui tutta la gestione di biglietti, materiale e contributi alla curva e’ stata concentrata su poche persone che dirigevano e controllavano tutti i conti. Questo nuovo sistema gestionale, iniziato dopo il periodo pandemico, ha permesso a poche persone di gestire progressivamente volumi di denaro sempre maggiori grazie anche all‘unificazione della curva dietro un unico striscione che identificasse tutto il movimento ultras nerazzurro. Questi passaggi di “accentramento dei poteri” sono sfuggiti anche ai frequentatori più assidui che, in totale buona fede e sebbene non potessero più avere accesso ai conti, beneficiavano dei servizi che venivano comunque garantiti da chi gestiva l’economia di curva come soprattutto la priorità nell’ottenere i biglietti di trasferta e la copertura dei costi per le coreografie. Il fatto che tutto funzionasse al meglio, i risultati positivi della squadra e la qualità organizzativa di chi gestiva la Nord, ha illuso tutti che si fosse raggiunto il perfetto equilibrio di curva senza rendersi conto di cio a cui si contribuisse. Adesso, forti della pesante lezione subita e degli errori commessi, la Nord si è riorganizzata azzerando l’economia di curva e ritornando alla ripartizione in gruppi che coordinano il tifo rispettando la propria geografia di curva e ripartendosi negli abituali settori storicamente occupati nel Secondo Anello Verde […]. E gli striscioni?!? Per quello che riguarda gli striscioni in trasferta la Nord sarà rappresentata dal drappo SECONDO ANELLO VERDE. Per gli incontri casalinghi dato il divieto disposto dalla questura degli striscioni OLD FANS, BOYS, VIKING e BRIGATA a cui son ricondotti alcuni indagati, tutti i gruppi hanno deciso, come anticipato approssimativamente da qualcuno, di continuare ad aggregarsi dietro uno striscione comune di cui sarà richiesta regolare autorizzazione già per l‘incontro del 28 ottobre (contro la Juventus si giocherà sabato 27, ndr) e che suonerà come un richiamo alla nostra identità e tradizione DAL 1969… UNITI, FIERI E MAI DOMI”.

AGGIORNAMENTO 4 OTTOBRE – Emergono nuovi dettagli in merito ai crimini commessi dai membri delle Curve di Inter e Milan. Come riportato da Tuttosport, gli esponenti dei gruppi ultras si sarebbero più volte resi autori di svariati ricatti ai parcheggi e alle ai bar dello stadio San Siro. In particolare, si parlerebbe di vere e proprie richieste di un pizzo da 10.000€ alle cooperative che gestiscono i parcheggi della zona. Allo stesso tempo, i bar dello stadio venivano “caldamente obbligati” a cedere ai gruppi ultras circa 500 birre per curva al prezzo di 2€ ciascuna anziché di 3€ per poi operare ad un’ulteriore rivendita al prezzo maggiorato di circa 6€ a bottiglia.

AGGIORNAMENTO 3 OTTOBRE – Potrebbe esserci una “buona” notizia per la società nerazzurra e quella rossonera. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il rischio di una penalizzazione in punti per le due squadre sarebbe da scongiurare. Allo stesso modo, non sarebbe da escludere la possibilità che le due compagini milanesi debbano sottostare al pagamento di una multa. A fondare questa ipotesi è un precedente riguardante la Juventus: nel 2017, l’allora procuratore federale Giuseppe Pecoraro chiese 30 mesi di inibizione e 50.000€ di ammenda per Andrea Agnelli, due turni di campionato a porte chiuse più un ulteriore turno di sospensione per la Curva Sud allo Stadium. Tutto questo a causa di una serie di rapporti proibiti con gli ultrà bianconeri. Alla fine, all’allora presidente juventino venne inflitta una “semplice” multa di 100.000€; di 600.000€, invece, la sanzione inflitta al club. Difatti, il Codice di giustizia sportiva vieta di contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità, alla costituzione e al mantenimento di gruppi organizzati e non organizzati di propri sostenitori“. Per questa violazione le società di Serie A rischiano una multa che va dai 10.000€ ai 50.000€. 

AGGIORNAMENTO 2 OTTOBRE – In mattinata i 16 arrestati nel caso Ultras sono stati interrogati presso il carcere milanese di San Vittore, alla presenza del gip Domenico Santoro e dei pm della Procura della Repubblica di Milano, coloro che hanno avviato l’indagine ‘Doppia Curva’ relativa alle presunte attività illecite svolte dai capi ultrà di Inter e Milan. Come riportato dalle agenzie di informazione, tutti hanno seguito una linea comune, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

La Procura di Milano pronta a sentire giocatori e allenatori

La Procura di Milano potrebbe sentire, come persone informate sui fatti, Simone Inzaghi, Javier Zanetti, Milan Skriniar e Davide Calabria.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, uno dei principali focus dell’inchiesta da parte degli inquirenti riguarda il business riguardo alla rivendita dei biglietti. Come noto, gli ultras avrebbero contattato il tecnico Simone Inzaghi e il vice-presidente Zanetti per cercare di convincerli ad elargire un numero maggiore di tagliandi per la finale di Champions League del 2023. Da queste intercettazioni sarebbe emerso come i membri della Nord avrebbero provato a contattare, con lo stesso fine, anche Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu.

Perquisito il cognato di Maldini

Aldo e Mauro Russo sarebbero stati perquisiti nella vicenda contro gli ultras di Milan e Inter. Aldo, cognato di Maldini, non sarebbe stato iscritto al registro degli indagati. Mauro Russo, invece, avrebbe corrotto Manfredi Palmeri, consigliere regionale della Lombardia.

Arresti ultras Milan e Inter: coinvolto anche Luca Lucci

Gli agenti del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza di Milano – coordinati dalla DDA della Procura della Repubblica di Milano – hanno eseguito 19 misure cautelari tra arresti e domiciliari, firmate dal gip Domenico Santoro, e una cinquantina di perquisizioni nei confronti di persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere.

A questo andrebbe aggiunta l’aggravante del metodo mafioso, estorsione, lesioni ed altri gravi reati. Nello specifico, in sedici sarebbero finiti in carcere, mentre tre ai domiciliari. I protagonisti della vicenda sarebbero in maggior parte riconducibili alle Curve di Inter e Milan. Di conseguenza, i reati da loro commessi sarebbero strettamente connessi al giro d’affari del calcio.

I dettagli del blitz

Una lunga serie di indagini da parte della Procura di Milano ha portato al blitz odierno che mette in ginocchio le Curve di Inter e Milan. Dall’omicidio di Antonio Bellocco – esponente del tifo interista fortemente legato alla ‘ndrangheta – a Cernusco sul Naviglio lo scorso 4 settembre per mano di Andrea Beretta – altro membro di spicco della Nord di San Siro, già in carcere e anch’egli tra i raggiunti dalle misure di arresto – gli inquirenti hanno compreso i legami stretti tra alcuni esponenti del tifo organizzato meneghino ed i clan criminali calabresi.

Estorsioni sulla vendita dei biglietti, pizzo sui ricavi dei parcheggi in zona stadio, accordi tra gruppi interisti e milanisti per la vendita delle bibite a San Siro: queste sono solamente alcune delle accuse mosse agli arrestati. Tra di essi si segnala la presenza di Marco Ferdico, membro di spicco della Nord e strettamente legato a Bellocco, ma anche di Luca Lucci, capo ultras del Milan immortalato in passato anche insieme all’allora vicepremier Matteo Salvini durante la festa per i 50 anni della Curva Sud all’Arena Civica.

Arrestato anche il bodyguard di Fedez

Tra gli protagonisti della vicenda presente anche Christian Rosiello, il bodyguard di Fedez, che però non avrebbe alcun coinvolgimento nell’operazione. Rosario Calabria, Antonio Trimboli, Nino Ciccarelli, Domenico Bosa, ma anche il capo ultras della Juventus Loris Grancini, gli altri coinvolti nel blitz. Un altro grande obiettivo delle perquisizioni è Giancarlo Lombardi, detto “il barone” ex capo ultrà rossonero. Perquisita anche la casa a Pioltello, nel Milanese, dello stesso Bellocco, ucciso da Beretta.

Arresti ultras Milan e Inter: prevista conferenza in Procura

Il blitz verrà illustrato durante una conferenza stampa convocata in Procura a Milano per le ore 11.30, alla presenza del procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo, del procuratore di Milano Marcello Viola, del questore di Milano Bruno Megale, del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Milano, Andrea Fiducia, del direttore del Servizio Centrale Operativo Vincenzo Nicolì, del comandante del Servizio Centrale Investigazioni Antonio Quintavalle e di investigatori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza

L’accusa alla Curva Nord

Alla curva dell’Inter verrebbe contestato il reato di associazione a delinquere, con favoreggiamento a stampo mafioso. La DDA e la squadra Mobile e della Sisco (Sezione investigativa del servizio centrale operativo) di Milano hanno fatto luce sugli ultimi sei anni della curva nerazzurra, a partire dall’omicidio di Vittorio Boiocchi, scarcerato nel 2018 dopo 26 anni e ucciso a colpi di pistola.

L’accusa alla Curva Sud

Per quanto riguarda invece la curva del Milan, l’accusa sarebbe quella di associazione a delinquere ma senza l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

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