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La Dea e lo Scudo: una favola a cura di Giampiero Gasperini

ATALANTA SCUDETTO – C’era una volta una ninfa, di nome Atalanta, che lottava nel calcio italiano per restare aggrappata alla Serie A. Qualche volta ci riusciva, spinta dalla sua città e dalla sua provincia. Altre, tra le lacrime dei suoi sostenitori, si ritrovava a ripartire dalla serie cadetta. O, una sola volta nella sua lunga vita, dalla C. Sempre guardando in alto, pronta a tornare nell’Olimpo del calcio italiano. E ora, grazie a un mago piemontese, Gian Piero Gasperini, la ninfa è diventata in tutto e per tutto una Dea. E, invece del baratro delle serie inferiori, guarda in alto, sognando di ammantarsi con lo Scudetto, simbolo del dominio sugli dèi dell’italico pallone.

Scudetto – Atalanta : perché no?

Bergamo è una città e una terra pragmatica. Abituata a lavorare, soffrire, sudarsi ogni successo. E, come tutti i popoli cresciuti legati alle fatiche della terra, di una terra spesso aspra e complicata, i bergamaschi non amano i proclami. Non amano i facili entusiasmi. Molto meglio festeggiare quando il traguardo è sicuro. Troppo alto il rischio, altrimenti, di andare incontro a cocenti delusioni.

E così, tornando al racconto della nostra favola, la parola Scudetto viene soltanto sussurrata. Dalla Presolana a Treviglio, da Sarnico a Calcio, mai all’interno della società Atalanta. Troppo rischioso abbandonarsi a un sogno proibito, anche se la squadra, versione 2024/25, vola in campionato e stupisce in Champions.

Eppure, al Gewiss, durante le partite casalinghe, circa 20.000 persone cantano “Vinceremo il Tricolor” e il mister commenta con un sorriso a metà tra il sognante e l’emozionato l’entusiasmo della sua gente. Perché, dunque, la Dea Atalanta può davvero credere nello Scudetto?

L’Atalanta può, forse, credere allo Scudetto perché quella di Gasperini edizione 2024/25 è una squadra matura. Che ha vinto in Europa, acquisendo sicurezza. Una squadra che sa vincere anche partite sporche, non dominate, non giocate con la brillantezza delle uscite migliori. E, quando una squadra vince partite di questo genere, solitamente può andare lontano.

L’Atalanta può credere nello Scudetto perché Gasperini sa valorizzare l’intera rosa, con chi subentra in grado di fornire prestazioni uguali o superiori di chi parte titolare.

L’Atalanta può credere nello Scudetto perché è una squadra che cresce, da dieci anni, in modo continuo e costante. Perché è una realtà italiana ed europea. E, soprattutto, perché gioca un gran calcio.

E, se allo Scudetto può credere, di certo questa ninfa diventata Dea ha l’obbligo, per lo meno, di sognare.

Martino Cardani

La Dea e lo Scudo: una favola a cura di Giampiero Gasperini