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Balotelli: “Ho detto a Mancini che posso ancora giocare, i problemi del calcio italiano sono molti”

Mario Balotelli ha rilasciato un’intervista al Guardian dove parla della Nazionale italiana, di Mancini e del mancato raggiungimento del Mondiale per la terza volta consecutiva. Ecco le sue parole:

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L’intervista di Balotelli sull’Italia

Balotelli sul calcio italiano

“Sono molteplici. Quando eravamo piccoli, giocavamo a calcio per ore e ore. Ricordo mia madre che si arrabbiava con me perché rimanevo fuori fino a quando diventava così buio da non riuscire più a vedere il pallone. Ora, quando giro per città come Brescia, ma lo vedo anche in altre città italiane, i parchi sono vuoti. Computer, telefoni e PlayStation hanno rovinato molte cose. Oggi un bambino di sette anni potrebbe giocare a calcio per due ore ogni tre giorni. Noi avevamo gli stessi allenamenti strutturati, più tre ore di calcio al parco ogni giorno, che sembravano divertimento ma in realtà erano allenamento aggiuntivo. Credo davvero che i talenti nascessero per strada e nei parchi. Giocavi tanto, imparavi tanto e ti mettevi alla prova contro ragazzi più grandi. Giocare con persone più grandi di me è sempre stata una delle cose più importanti della mia carriera“.

Balotelli su Mancini

Quando mi ha scritto per gli auguri, gli ho detto che posso ancora giocare. Sono molto felice che sia tornato in Nazionale; gli sono molto affezionato e gli auguro il meglio. In Italia le persone tendono a dare molta colpa agli allenatori, ma sinceramente il sistema dovrebbe essere considerato maggiormente responsabile. È la verità che nessuno vuole dire“.

Balotelli sul ritorno in Nazionale

“Se continuo a segnare, sì“.

Balotelli: “Ho detto a Mancini che posso ancora giocare, i problemi del calcio italiano sono molti”

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