Le PAGELLE dell’Atalanta contro il Bruges
L’Atalanta ha faticato moltissimo contro il Bruges nei playoff della Champions League 2024/25: le pagelle dei ragazzi di Gasperini raccontano di una squadra che si è trovata sorpresa dalla velocità del Bruges ma che, con il passare del tempo, è riuscita a reagire. Incommentabile il rigore che, nel finale, regala la vittoria ai belgi. Ecco i voti della Dea.
I voti della Dea nelle pagelle in Bruges Atalanta , playoff Champions League
- RUI PATRICIO, 6.5 – Non deve prodigarsi in interventi complicatissimi, ma in una serata di massima pressione sulla difesa della Dea, dimostra che si può assolutamente contare su di lui. AFFIDABILE.
- DJIMSITI, 6.5 – Con Posch che, soprattutto nel primo tempo, fatica terribilmente a trovare la posizione e le chiusure giuste, è spesso il veterano della Dea a tenere le fila della retrovia bergamasca. Qualche intervento davvero degno di nota. ORGANIZZATORE.
- HIEN, 6.5 – Si trova spesso, troppo spesso, a dover fare 1vs1 contro Talbi, decisamente troppo veloce per lui. Quando può, comunque, ci mette una pezza. La sua presenza nel cuore dell’area è una certezza per respingere la maggior parte dei cross che arrivano dalle parti di Rui Patricio. BALUARDO.
- POSCH, 5 – Fatica tanto, troppo, nella gestione della posizione, nella lettura degli inserimenti avversari e nella velocità di pensiero o di realizzazione. Sbaglia sul gol, non andando incontro al pallone, si fa trovare troppo spesso fuori dalla posizione in cui dovrebbe essere. Serata da dimenticare. INCUBO.
- TOLOI, 6 – Entra quando i ritmi sono calati, ma non sbaglia.
- BELLANOVA, 5.5 – Soffre incredibilmente la velocità e l’esplosività di un Bruges che, nel primo tempo, corre davvero a mille. Eppure proprio Bellanova dovrebbe essere in grado di contrastare lo strapotere fisico dei belgi. Dovrebbe, infatti. Partita non pessima, ma in difficoltà sia in fase offensiva che difensiva. SOVRASTATO.
- CUADRADO, 6.5 – Regala un’ondata di freschezza e imprevedibilità all’attacco dell’Atalanta. Ottimi i suoi cross.
- DE ROON, 5.5 – Qualche errore di troppo per il capitano, soprattutto in fase di impostazione e ripartenza. Soffre molto il ritmo avversario e, giustamente, sale lentamente in cattedra con il passare dei minuti, quando i nerazzurri di casa rallentano inevitabilmente le proprie giocate. IN AFFANNO.
- EDERSON, 5.5 – Una prestazione opaca di Ederson, che fa fatica in tutto. E, soprattutto, in quelle che solitamente sono le sue principali qualità: interdizione, fisico e tecnica. Un vero peccato che questa sorta di blackout avvenga proprio in una fatica da dentro-fuori di Champions. AFFATICATO.
- ZAPPACOSTA, 7 – Ci mette tutta la grinta, la carica e la voglia del mondo. Accetta il confronto contro il velocissimo Talbi, prendendo le misure e limitandolo nel tempo. Quando può, attacca. E lo fa bene. Trova l’assist per Pasalic in un momento delicatissimo, quindi va vicino alla marcatura nella ripresa. Stasera è, sicuramente, tra i migliori. ISPIRATO.
- PALESTRA, SV.
- PASALIC, 6.5 – Non pensabile non premiare il suo gol, in un momento davvero importante della partita dell’Atalanta. Fino alla rete, però, troppi errori in fase di pulizia del pallone e scarsa incisività sulla trequarti. Non è, forse, il match più adatto per lui, per come è stato impostato dai belgi. Ne esce comunque quasi da eroe, regalando alla Dea un pareggio inaspettato. CINICO.
- SAMARDZIC, 6 – Un errore sottoporta che è davvero un peccato, ma anche tanti passaggi illuminanti per i compagni.
- RETEGUI, 5.5 – L’Atalanta non è nella serata giusta per servire un centravanti e il centravanti, di conseguenza, pasa una serata complicata. Viene davvero cercato poco e lui stesso fatica a farsi vedere negli spazi. Nell’unica vera occasione che gli capita, dal limite, calcia fuori di un soffio. ISOLATO.
- BRESCIANINI, 5.5 – Si vede decisamente troppo poco, anche se contrasta spesso la partenza dell’azione belga.
- DE KETELAERE, 6.5 – Quando l’Atalanta riesce a rompere la barriera del Bruges e provare a insidiare i padroni di casa, c’è sempre il suo zampino. Non si vede moltissimo vicino alla porta avversaria, ma il suo lavoro è decisamente importante per permettere ai nerazzurri di Bergamo di restare in partita in un primo tempo complicatissimo. BENTORNATO A CASA.
GASPERINI, 6 – La sua Atalanta soffre contro le armi che, di solito, sono proprio quelle della Dea. Il mister non è contento e, in panchina, lo fa capire ad ampi gesti. Da salvare, comunque, il risultato. In un campo sottovalutato da molti e complicatissimo.
