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Caso Bove: contatti tra il ministro Abodi e il Presidente della FMSI

Quanto accaduto ad Edoardo Bove il primo dicembre in occasione del match contro l’Inter ha sconvolto l’Italia intera ma ora ci sono dialoghi in corso tra il ministro Abodi ed il Presidente del FMSI. Questi contatti sono in essere per capire la fattibilità di un eventuale ritorno in campo del giocatore. La legge vigente non permetterebbe al calciatore della Fiorentina l’attivista professionista dato che a seguito del malore, gli è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo.

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Dialogo tra Abodi e Presidente FMSI: si discute la questione Bove

Nonostante l’iniziale apprensione causata dal malore in campo da Edoardo Bove, la ripresa del giocatore stesso ha dato il via alla discussione relativamente ad un ritorno in campo. L’attuale normativa non permetterebbe al giocatore di poter proseguire con la sua carriera professionistica. La legge è stata inasprita dopo alcuni eventi, da ultimo quello che ha colpito Davide Astori. Quest’ultimo aveva una patologia cardiaca congenita che lo ha portato alla morte.

Pare tuttavia che ora il ministro Abodi ed il Presidente della FMSI stiano parlando per capire se ci possa essere un modo per rivedere Edoardo Bove in campo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’esempio da cui si sta traendo spunto è il caso di Eriksen. Il giocatore, dopo il problema avuto in occasione di Euro2020 è tornato a giocare regolarmente in Premier League. In tal senso la legislazione d’oltremanica è meno severa.

Le parole di Edoardo Bove

Edoardo Bove, non appena si è ripreso, ha iniziato a seguire la Fiorentina anche se da semplice spettatore e motivatore. In tal senso, si è espresso in occasione del Festival di Sanremo 2025. Di seguito le sue parole.

“In questo momento mi sento un po’ vuoto, incompleto. Mi serve tanto coraggio, sto iniziando un percorso di analisi su me stesso per rivivere quello che ho vissuto, so che mi servirà per il futuro. Se posso ringraziare tutti voi per l’affetto. È un affetto che mi è arrivato al di là delle bandiere, dei colori, delle squadre. Mi ha fatto capire davvero la gravità della situazione, io mi sono svegliato in ospedale senza ricordare nulla, ho visto persone anche estranee che mi chiedevano come stessi, sollevate. Questo mi fa capire quanta paura ci sia stata di perdermi. Mi ritengo realmente fortunato, per come sono andata le cose è successo tutto nel momento giusto e nel posto giusto, in tredici minuti ero in ospedale”.

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