Cuadrado: “La Juve mi mandò via senza dirmi niente, fu triste. Il rimpianto più grande Cardiff”
Juan Cuadrado, ex anche di Juventus ed Inter, ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini della Gazzetta dello Sport: diversi i temi toccati, dal Derby d’Italia, che andrà in scena in questo weekend di Serie A, alla sua esperienza in bianconero, fino ad arrivare all’ultima tappa con il Pisa. Ecco le sue parole
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L’intervista di Juan Cuadrado su Juventus, Inter e Pisa
Cuadrado sul pronostico per Juventus Inter
“La Juve è la Juve, si è rinforzata con giocatori forti, ma l’Inter è la più forte. Anche se l’anno scorso non ha vinto nulla. Le direi: che vinca la migliore!”.
Cuadrado sul fatto di essere stato “l’anti-Inter”
“Ai nerazzurri ho segnato sei gol. Non c’è altra squadra a cui ho fatto più male, è vero. In più, è sempre successo qualcosa: Perisic, Handanovic… ma voglio ricordare il gol di controbalzo realizzato all’Allianz nel 2017 da fuori area”.
Cuadrado sulla sua nomea di “cascatore” e se lo infastidisce
“Beh, sì. Magari in alcuni episodi ho accentuato di più, ma se cado è perché sono stato toccato. Il mio gioco è così”.
Cuadrado sulla sua esperienza in Italia e sull’offerta del Pisa
“Ho detto sì in due giorni. C’era la possibilità di andare in Spagna, la Liga è sempre stata un pallino, ma ho scelto di restare qui anche per la mia famiglia. Mia madre non s’è mai andata da Torino”.
Cuadrado alla domanda se la sua miglior versione è stata alla Juventus
“Sì, ma anche alla Fiorentina. Quegli anni volavo davvero”.
Cuadrado su cosa ha rappresentato per lui la Juventus
“Sono diventato un tifoso bianconero. Mia madre vive ancora lì, i miei figli sono nati a Torino. Lucas ha sei anni, Lucia nove. Ho vissuto otto stagioni magici, ho vinto cinque scudetti e diverse coppe. Rispetto al Cuadrado di Firenze ero più completo e soprattutto più maturo. L’unico rimpianto resta la finale di Champions persa a Cardiff”.
Cuadrado sulla trattativa col Chelsea
“Conte non si era lasciato benissimo con la Juve, quindi ci furono alcuni problemi, non voleva lasciarmi andare. Mi cercarono anche altre squadre, soprattutto all’estero, ma quando seppi della Juve dissi al mio agente che avrei voluto vestire solo bianconero”.
Cuadrado sul suo ricordo di Conte
“Allenamenti tosti. In tre parole: duri, duri, duri. Come Gasperini a Bergamo del resto. Poi, in campo, corri più degli altri”.
Cuadrado sui ricordi più belli con la Juventus
“Gli scudetti vinti”.
Cuadrado sul ricordo più brutto coi bianconeri
“Le modalità d’addio. L’infortunio di De Sciglio aveva aumentato le mie chance, Allegri voleva tenermi. Da parte mia non c’erano dubbi: sarei rimasto. Poi la dirigenza è cambiata, l’allenatore è andato via e io sono rimasto in attesa. Mentre aspettavo una chiamata, lessi sui social che l’avventura con la Juve era finita. Avrei preferito una parola o un messaggio privato. Ci sono rimasto male, è stato molto triste. Ma il calcio è così. I tifosi sono e saranno sempre nel mio cuore”.
Cuadrado sull’esperienza all’Inter
“Sì, l’infortunio al tendine d’Achille mi ha condizionato, ma ho fatto parte di un gruppo di campioni e vinto lo scudetto della seconda stella. Scelsi l’Inter perché la famiglia voleva restare in Italia. Avevo diverse offerte dall’estero. Mi sono trovato bene con tutto il gruppo, Inzaghi ha sempre avuto fiducia. Ho cercato di fare il possibile per recuperare e dare il mio contribuito, ma ci sono riuscito solo in parte”.
Cuadrado su cosa l’ha convinto del Pisa
“La chiarezza del progetto. Ho detto sì in due giorni. Punto alla salvezza e al Mondiale con la Colombia. Sto lavorando duro per arrivare al 100% e Gilardino mi sta aiutando. Diventerà un grande allenatore”.
Cuadrado su che tipo di leader pensa di essere
“Un leader positivo. Non amo tirare le orecchie, preferisco parlare. C’è modo e modo di dire le cose. Di strigliate ne ho prese, soprattutto in Colombia. Ricordo partitelle a tutto campo tra titolari e ‘panchinari’. Quando giocavi tra le riserve eri più sciolto e rilassato, mentre quando c’era da giocare con gli altri sbagliavi di più. La pressione dei ‘grandi’ ti può mettere ansia. Io cerco di incoraggiare i più giovani anche se sbagliano un passaggio. So cosa vuol dire”.
Cuadrado sul suo futuro dopo il calcio
“Ho una fondazione in Colombia dove si gioca a calcio e non solo: musica, teatro, cose così. Quando ricevi tanto, poi puoi anche dare. Mi piacerebbe continuare questa attività”.
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