Bologna, De Silvestri: “Servirà spensieratezza, vogliamo vincere. Amo questa città, è casa mia”
Assieme al suo allenatore Italiano parla anche Lorenzo De Silvestri, veterano difensore del Bologna, introducendo in conferenza stampa la finale di Coppa Italia di domani sera, mercoledì 14 maggio, contro il Milan: ecco le sue parole.
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Coppa Italia, le parole di De Silvestri in conferenza prima della finale col Milan
“Questo è un gruppo che sta bene insieme. Da due stagioni c’è un modo di allenarsi e giocare unico: abbina la consapevolezza in se stessi alla voglia di divertirsi. Abbiamo iniziato la stagione affrontando così le partite e dovremo fare così alla stessa maniera domani. Questo è un gruppo magico: vero, è una finale e ci vuole attenzione più che massima, ma anche la spensieratezza che ci ha portati fino a qui. E il mister è stato bravissimo a coinvolgere tutti”.
Sulla “sera dei miracoli” di domani
“Quest’anno il Bologna ha battuto tanti record. E quando ha la rosa al completo e gli effettivi concentrati e coinvolti, gioca per vincere. La Champions ci ha aiutato a capire che in certe partite bisogna alzare tutte le caratteristiche. La finale dopo 51 anni è un grandissimo orgoglio: ci siamo arrivati alla nostra maniera e vogliamo giocarla col calcio come sappiamo fare noi”.
Sul significato di vincere la coppa e quando hanno capito di potercela fare
“Ricordo la partita di Bergamo, in cui abbiamo battuto l’Atalanta senza prendere gol: una partita che ci ha fatto dire che potevamo arrivare in fondo. A livello personale, arrivato a quasi 37 anni, mi soffermo e apprezzo di più le cose. Ricordo di aver vinto nel 2009 con la Lazio, ma ero 21enne con un altro carattere e una maturità diversa. Ora vivo tutto con più coscienza, mi sento il più esperto ma so che sono tutti super professionali”.
Sulla tragedia di Mihajlovic
“Tutta la situazione di Sinisa ci ha fatto crescere a livello umano. Avevo un rapporto incredibile con lui, la squadra in quel periodo è cresciuta tantissimo. E quel fattore umano te lo porti poi in campo. Ci ha fatto diventare uomini forti”.
Su cosa significa giocare a Roma
“Dopo questi anni mi sento Bologna come seconda città. Abbiamo il petto gonfio, portiamo 30mila bolognesi allo stadio ed è un orgoglio incredibile”.
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