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Facchetti torna a parlare di Calciopoli: “Nessuno era pronto a quel pattume scandaloso”

In una lunga intervista rilasciata a La Repubblica, Gianfelice Facchetti è tornato su uno dei capitoli più discussi del calcio italiano: Calciopoli. A 19 anni dallo scandalo che ha segnato profondamente il sistema calcistico nazionale, il figlio di Giacinto Facchetti, storica bandiera dell’Inter, ha offerto una riflessione personale e intensa su quanto accaduto. Le sue parole, cariche di significato, toccano in particolare il modo in cui ha vissuto il coinvolgimento del padre in quegli anni difficili, e il ruolo che si è trovato a ricoprire per portarne avanti la memoria, anche in sede legale. 

Le squadre condannate dalla giustizia sportiva nel 2006 furono Fiorentina, Juventus, Lazio e Milan nel primo filone d’inchiesta, e Arezzo e Reggina nel secondo filone. Tra il 2010 e il 2011 furono oggetto d’indagine anche altri club inizialmente non coinvolti nel filone del 2006, ma in questo caso non fu possibile accertarne le responsabilità poiché sopravvenne la prescrizione per i fatti in esame. Ecco di seguito le parole rilasciate da Gianfelice Facchetti ai taccuini di La Repubblica

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Le parole di Gianfelice Facchetti su Calciopoli

“L’attore mette a tacere la propria personalità e si immedesima in quella del personaggio. E io rivissi le sue sensazioni, in primis la solitudine. Non c’erano testimoni, nessuno parlava, nessuno andava in aula, finché ho trovato i suoi appunti originali e ho fatto il testimone de relato, appunto riferivo come se fossi lui. Pochissime differenze dal recitare la sua parte. Intendiamoci, i tifosi nerazzurri non mi hanno mai abbandonato, ma non potevano certo testimoniare. E nessuno poteva essere preparato alla montagna di pattume che è stato quello scandalo e che per fortuna non ha neppure sfiorato papà”.

Una testimonianza che conferma quanto Calciopoli continui a rappresentare una ferita aperta per il calcio italiano, ma che per Gianfelice è diventata anche una missione personale: difendere l’onore e la figura del padre, in un contesto dove la verità è spesso stata travolta dalle polemiche.

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