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Guardiola: “Allenare in Italia? Se Baggio mi accompagna…”

GUARDIOLA BAGGIO FAZIO – Pep Guardiola è il nuovo ospite di Fabio Fazio. Il tecnico del Manchester City ripercorre la sua carriera da allenatore e da calciatore, mettendo l’accento sull’esperienza al Brescia con Carlo Mazzone e Roberto Baggio, presente anch’esso in collegamento.

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Guardiola: “

Questa l’intervista concessa da Pep Guardiola a Fabio Fazio, nella trasmissione Che tempo che fa: “Parlo poco in TV? Perché parlo sei volte a settimana in conferenza stampa, è davvero troppo. Ma è un piacere essere in Italia”.

Su Baggio

“Se piango adesso mi dispiace. Io quando parlo di Baggio mi emoziono, l’ho conosciuto a fine carriera e aveva un ginocchio che sembrava una lavatrice. Non si poteva muovere ed era il più forte, non immagino nel suo momento migliore. Credo che abbia conquistato l’ammirazione di tutti, non solo per il giocatore ma per tutto il resto. In Italia non c’è un posto che non lo ama, è impossibile”.

Su Mazzone

“La prima volta che l’ho visto ero in tribuna, quando andò sotto la curva dell’Atalanta. Era un allenatore vecchia scuola, di pelle. La vita è questa, se non fossi andato a Brescia non avrei conosciuto Mazzone. I posti sono belli, sì, ma le cose che ricordi nella vita sono le persone che trovi. Noi lo accettavamo, perché lui era diverso. L’ho capito anche da allenatore: non puoi trattare tutti allo stesso modo”.

Sull’aver fatto due volte il Triplete

“Sono molto bravo. Scherzi a parte, ho avuto fortuna: sono stato in società fortissime. È andata bene, che posso dire”.

Su Cruyff

“Nella vita bisogna incontrare le persone giuste al momento giusto. Io non immagino la mia vita calcistica senza di lui, senza quello che ho vissuto e imparato con lui. A livello tattico mi ha insegnato tantissimo, ma soprattutto l’intuizione che, quando una cosa va male, poi ne arriva una buona. Era un genio, era unico. Tante volte le cose non andavano bene, noi dicevamo che dovevamo correre di più e lui ci diceva che avevamo corso troppo”.

Su come ha imparato l’italiano

“Mi ha aiutato tanto Francesco De Gregori, ho imparato ascoltando le sue canzoni. Non l’ho mai conosciuto, lo ascoltavo in macchina mentre andavo agli allenamenti a Brescia. Poi avevo un amico che chiamavo perché mi spiegasse i testi delle canzoni”.

Sull’insultare gli arbitri in italiano

“Beh, gli insulti sono la prima cosa che uno impara in Italia. Sono di una lunghezza eterna”.

Sul rapporto con Baggio

“Ero abituato a vincere campionati, come diceva Mazzone eravamo una squadra di bassa classifica. Ogni volta che vincevamo una partita era una gioia. Non mi pento, ho conosciuto una realtà che non conoscevo ed è stato uno dei periodi più belli della mia vita. Pensavo che Roby fosse una persona molto seria, invece era l’anima dello spogliatoio. Quella squadra di Corioni era fortissima”.

Sul successo nel ’92 contro la Sampdoria

“Pentito? Nemmeno un secondo. Era la prima Champions League per il Barcellona”.

Sul rapporto con Noel Gallagher

“Mi ha fatto la prima intervista quando sono arrivato a Manchester, ho pensato che portasse bene ed effettivamente è andata bene”.

Sulla gestione di Messi

“Bisogna conoscerlo. Per me è facile dire che è il giocatore più forte di tutti i tempi, ma le stelle si sono unite in quel momento. Il più forte? Forse è una mancanza di rispetto per Pelé e Maradona, però per me sì. Non ho mai visto uno così in allenamento, non si poteva immaginare che tenesse questa continuità per 15-20 anni. Quando lo vedi da vicino, pensi a Tiger Woods o Michael Jordan: siamo stati fortunati a essere contemporanei di questi personaggi. Penso a La Grande Bellezza di Sorrentino: è un bel titolo per quella squadra”.

Sull’addio al Manchester City

“Non è vero, nel senso che devo riflettere. In Italia? Se Baggio mi accompagna come assistente, magari sì. Il Genoa è forte”.

Su chi non vorrebbe affrontare in Champions

“Bella domanda. Il Barcellona forse. L’affetto che ho per loro mi distrugge. Io sono nato in un piccolo paese lì vicino, trovarsi non è mai facile”.

Sulla nuova Champions League

“Non l’ho capito, alleno e basta. Credo che potremo rispondere a questa domanda solo a fine stagione”.

Sul diventare Ct dell’Inghilterra

“No, non è vero. Se avessi deciso qualcosa lo direi. Tutto può essere”.

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Guardiola: “Allenare in Italia? Se Baggio mi accompagna…”