Le PAGELLE di Inter-Atalanta: male l’attacco titolare, Carnesecchi super
INTER ATALANTA SUPERCOPPA PAGELLE- L’Atalanta cede all’Inter 2-0 nella semifinale della Supercoppa Italiana 2025. La formazione rimaneggiata di mister Gasperini fatica contro i titolarissimi dei nerazzurri meneghini. La Dea resiste un tempo, ma concede troppo all’Inter e sbaglia troppo in attacco. Infine, dunque, viene punita due volte da Dumfries. Ecco i voti dei nerazzurri di Bergamo nelle pagelle della redazione.
I voti dell’ Atalanta contro l’ Inter nelle pagelle della redazione
- CARNESECCHI, 7.5 – Ormai è una sicurezza, contro chiunque. Forte in porta, forte nelle uscite, semplicemente forte. Un paio di parate sono da campione vero. Può poco, o nulla, sui due goal dell’Inter. INCOLPEVOLE.
- KOSSOUNOU, 6 – Tra i tre in difesa sembra quello più in palla, anche se fatica un po’ troppo nell’1vs1 contro gli avanti dell’Inter. Tiene comunque la posizione e fa quello che può per arginare le ripartenze dell’Inter. STOICO.
- PALESTRA, 6 – Entra in una partita decisamente complicata. Sbaglia qualcosa, ma non sfigura.
- HIEN, 5.5 – Qualche sbavatura non da lui, qualche chiusura in ritardo non da lui, qualche errore di posizione non da lui. Insomma, partita non da lui. L’avversario di certo non lo aiuta, ma lui avrebbe potuto fare qualcosa in più. SERATA NO.
- KOLASINAC, 6 – Una partita meno solida di quelle a cui ci ha abituato. Fa comunque il suo, chiudendo gli spazi che si aprono quando l’Atalanta si sbilancia per cercare di rimontare la partita. Prova anche a farsi vedere in avanti, decisamente senza fortuna. LOTTATORE.
- ZAPPACOSTA, 5.5 – Si vede poco. Soffre troppo il confronto con l’avversario diretto e, rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato da lui, corre poco. Manca nella spinta e non è preciso in chiusura, anche se con un paio di accelerazioni fa vedere di poter mettere in difficoltà l’Inter. Ci mette impegno. SPENTO.
- SCALVINI, 5.5 – Rientro da titolare complicato. Nel primo tempo si divora il gol che avrebbe portato avanti l’Atalanta. Nella ripresa perde la posizione sulla prima rete di Dumfries, pur con più che probabile fallo dell’avversario. Schierato fuori ruolo, è impreciso. L’attenuante principale è, ovviamente, il rientro in campo dopo lo stop che l’ha tenuto a lungo lontano dal campo. IMPRECISO.
- DJIMSITI, 6 – Entra a match sostanzialmente compromesso, non sfigura.
- DE ROON, 5.5 – Si vede davvero poco e, in serata, manca il suo contributo in fase di interdizione. L’Inter ha un centrocampo fisico, tecnico e veloce, ma l’olandese di Bergamo ci ha abituato a prestazioni di ben altro livello. SCONFITTO.
- RUGGERI, 5.5 – Vedi Zappacosta, aggiungi meno iniziativa in fase offensiva. Mette un paio di cross interessanti, ma sbaglia troppo spesso posizione nella fase difensiva. ASSENTE.
- EDERSON, 7 – Cambia la percezione del centrocampo dell’Atalanta e tutte le sue ripartenze mettono in difficoltà l’Inter grazie alla sua tecnica e alla sua qualità.
- BRESCIANINI, 5 – Una partita passata a inseguire. Nel primo tempo ci mette impegno ma, troppe volte, è fuori posizione. Non riuscendo a trovare la giusta collocazione in campo, fatica lui e fatica l’Atalanta. Cresce nella ripresa, va vicino al gol nel finale. Tuttavia è troppo poco. SPAESATO.
- SAMARDZIC, 5 – Non si vede. Fatica a mettersi in mostra e non riesce né a distinguersi con le sue accelerazioni, né a illuminare con la sua tecnica, né a impensierire con le sue conclusioni velenose. Stasera è sembrato un passo indietro rispetto ai titolari. OCCASIONE SPRECATA.
- DE KETELAERE, 6 – Entra con lo spirito e le idee giuste. Un paio di iniziative personali creano problemi alla difesa dell’Inter.
- ZANIOLO, 5 – Non è il suo ruolo e questa è un’attenuante. Tuttavia avrebbe potuto fare qualcosa in più, soprattutto tecnicamente. Non riesce a essere pericoloso contro la difesa avversaria. Sbaglia appoggi, cross e fatica più del dovuto. EVANESCENTE.
- LOOKMAN, 6.5 – Fa vedere che, con lui in campo, è un’altra Atalanta. Corsa, tecnica, idee. Niente di nuovo.
- GASPERINI, 5.5 – Giusto provare nuove soluzioni, ma il rischio è che si trasmetta alla squadra un’idea di accettazione di un risultato negativo. E l’Inter, si sa, non perdona.
