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Nevio Scala: “La vittoria più bella con il Parma in Coppa Uefa”

Oltre a essere stato un importante calciatore, Nevio Scala è stato soprattutto un grande allenatore che ha vinto tanto in carriera. Nell’intervista rilasciata quest’oggi, giovedì 20 febbraio, alla Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore ripercorre la sua carriera e ricorda soprattutto i successi con il suo Parma. Ecco le sue parole.

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Nevio Scala e le vittorie con il Parma

“E come si possono dimenticare quei sette anni che trascorsi là? Promozione dalla B alla A nel 1990, qualificazione in Coppa Uefa nel 1991, vittoria della Coppa Italia nel 1992, vittoria della Coppa delle Coppe nel 1993, vittoria della Supercoppa Europea nel 1994, vittoria della Coppa Uefa nel 1995. Un ciclo irripetibile che si basava su una sola parola: la semplicità”.

Sulla vittoria più bella in carriera

La Coppa Uefa, conquistata nel ritorno a San Siro (campo neutro) contro la Juve. Settimana di tensione pazzesca, tutti i media spingevano per la vittoria della Juve dopo il nostro successo all’andata. Logico: noi eravamo una realtà di provincia, i bianconeri mezz’Italia e più. Io ero molto nervoso e quando, dopo la fine della partita vidi i miei figli in lacrime, capii l’importanza di ciò che era accaduto. La felicità e sempre figlia della fatica: per poter gioire bisogna avere la forza di superare le difficoltà e i dolori”.

Sulle esperienze all’estero

“Sono sempre stato curioso di conoscere nuove realtà e il calcio mi ha dato questa opportunità. L’unica avventura negativa è stata in Turchia. In Germania ho vinto l’Intercontinentale, in Ucraina ho incontrato
gente splendida, e quando è scoppiata la guerra scatenata da Putin ho ripensato agli occhi di quegli uomini e quelle donne che incontravo per strada emi salutavano con gentilezza e avevano una dignità meravigliosa. In Russia, dove mi sono trovato bene, è stata la mia ultima volta in panchina e dopo ho detto basta. Mi mancavano i campi, il trattore, e poi avevo voglia di mettermi al lavoro per far partire l’azienda”.

Sul calcio di oggi

“Ogni tanto, ma con distacco. Preferisco ricordare, parlare del mio calcio con gli amici, di quando giocavo o allenavo. Sono sempre in contatto con i miei vecchi compagni di strada e i miei giocatori. Il mio amico Fausto Daolio, ad esempio: grande centrocampista nelle giovanili del Milan, uomo di Guastalla, sulle rive del Po”.

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