Nazionale: come giocherà l’Italia di Gattuso? Certezze e dubbi
Archiviata l’era Spalletti, per l’Italia inizia l’era di Gennaro Gattuso, annunciato nelle ultime ore come nuovo commissario tecnico da Gabriele Gravina. Adesso però, la domanda più gettonata è solo una: come giocherà l’Italia di Gattuso, per provare a raggiungere il mondiale?
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Le esperienze di Gattuso da allenatore
La nomina di Gennaro Gattuso come nuovo commissario tecnico della Nazionale Italia lascia inevitabilmente perplessi. L’ex centrocampista del Milan infatti, non ha certamente dalla sua i risultati per quanto riguarda le sue esperienze da allenatore. In Italia, con i rossoneri e con il Napoli non ha certamente lasciato il segno.
Con i partenopei “Ringhio” ha vinto di fatto il suo unico trofeo in carriera, la Coppa Italia, battendo la Juventus di Maurizio Sarri. Tuttavia, non ha mai brillato, né convinto con i propri risultati. A dir la verità anzi, il rendimento delle sue squadre è sempre stato estremamente altalenante. Gattuso ovviamente ce l’ha sempre messa tutta, così come fatto nel corso della sua esperienza da giocatore, ma non è servito, a evitargli l’esonero.
Adesso però la panchina azzurra sembra un’occasione di rilancio, per Gattuso e per una Nazione intera.
Come giocherà l’Italia di Gattuso tra grinta e palleggio
Nel corso della sua esperienza da allenatore, l’ex numero 8 del Milan ha adottato spesso il 4-3-3 come fatto ad esempio con il Napoli, ma nelle ultime esperienze, soprattutto in Croazia, ha utilizzato anche una difesa a 3.
Difesa a 3 che potrebbe con ogni probabilità riproporre anche in Nazionale, nel tentativo di dare continuità a quanto fatto da Luciano Spalletti. Questa volta però il modulo potrebbe non essere un 3-5-2, ma un 3-4-3 o un 3-4-2-1, nel tentativo di creare maggiore densità in mezzo al campo.
D’altronde Gattuso avrà pochissimo tempo per lavorare con la squadra, dunque sarebbe perfettamente coerente, adottare un sistema, quantomeno in parte simile a quello del precedente commissario tecnico.
Non è da escludere invece un progressivo passaggio ad una linea a 4, simile a quello che era lo schieramento adottato da Roberto Mancini.
Nessun lancio lungo o ricerca della verticalità, al contrario l’idea di Gattuso è di insistere molto sulla costruzione dal basso, sfruttando la superiorità numerica data dai 3 difensori e due centrocampisti. Centrale inoltre la ricerca dei giocatori sulle corsie laterali, facendo dunque tanto affidamento sugli esterni, che dovranno dunque essere bravi nei rispettivi duelli individuali.
Quale sarà l’11 tipo di Gattuso
In porta ci sarà sicuramente Donnarumma. Il portiere conosce già Ringhio, ed è il capitano, candidato anche al Pallone d’Oro, gli Azzurri ripartiranno da lui. Dietro sarà fondamentale ritrovare una solidità che nelle ultime uscite è mancata. Si ripartirà sicuramente da Bastoni e Buongiorno, che potrebbero essere affiancati da Calafiori. Occhio anche a possibili outsider come Scalvini.
Potrebbe venir alzata invece la posizione di Di Lorenzo schierato come quarto a destra. Il perno del centrocampo sarà senza dubbio Sandro Tonali, giocatore che forse più di tutti rispecchia al meglio le caratteristiche del Gattuso giocatore, e da cui il tecnico intende ripartire.
Al suo fianco spazio sicuramente per Barella in caso di centrocampo a quattro, ma occhio anche a Locatelli, come vertice basso in caso di possibile 3-5-2. Un centrocampo composto da Locatelli, Barella e Tonali garantirebbe sicuramente molta sostanza, con tre giocatori estremamente abili sia nella fase di non possesso ma anche nella fase di impostazione.
Sulla corsia di sinistra spazio a Federico Dimarco, sia in caso di 3-4-3 sia in caso di 3-5-2/3-4-2-1. In caso di successivo passaggio alla difesa a quattro invece, largo ad Andrea Cambiaso come terzino sinistro.
Il più grande dubbio riguarda certamente il reparto offensivo, grande punto debole della Nazionale negli ultimi anni. Sicuramente ci sarà Orsolini, grande assente della gestione Spalletti, nonché tra i più brillanti nell’uscita contro la Moldova. Largo anche a Zaccagni e occhio a possibili ritorni come quello di Federico Chiesa.
L’ex Juventus a Liverpool non ha trovato spazio e oggi è nel mirino di diverse squadre di Serie A. Un ritorno nel nostro campionato in questo senso potrebbe agevolare la convocazione del figlio d’arte in Nazionale.
Quanto al centravanti sarà staffetta tra Kean e Retegui, difficile invece vederli entrambi assieme, se non in alcune situazioni disperate. Occhio però a Lorenzo Lucca, che potrebbe essere una pedina calda di calciomercato, in ottica Napoli e chissà che un tale cambio di maglia non possa stravolgere le gerarchie anche in ottica Nazionale.
A settembre Gattuso inizierà la sua esperienza sulla panchina azzurra, la curiosità è moltissima, ma la pazienza, in un paese che non partecipa ad una spedizione mondiale da 8 anni, è ai limiti storici.
di Samuele Chiumarulo
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