Italia, quante defezioni: la partita di oggi è già decisiva
L’Italia di Luciano Spalletti dà il via alla corsa verso la qualificazione ai Mondiali del 2026. L’esordio sarà subito cruciale: a Oslo, contro la Norvegia di Solbakken. Gli azzurri, assenti dalla fase finale dal 2014, iniziano il girone già costretti a inseguire. Mentre l’Italia era impegnata nei quarti di Nations League (poi persi con la Germania), Haaland e compagni hanno battuto la Moldavia e Israele, salendo a quota 6 punti in testa al Gruppo I.
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Italia, formazione “sperimentale” per il futuro Mondiale
Il regolamento non lascia spazio a errori: solo la prima di ogni girone stacca il pass diretto per gli USA, le seconde dovranno passare dai playoff, quelli che hanno già condannato l’Italia nel 2017 e nel 2022. Per questo la sfida in Norvegia assume subito un peso importante.
Non è stato un avvicinamento sereno: tra il caso Acerbi e diversi infortuni, Spalletti ha dovuto rivedere i piani. In cinque giorni di lavoro sono arrivate altrettante defezioni: Buongiorno ha dovuto rinunciare al ritiro sabato; domenica è arrivato, appunto, il discusso rifiuto di Acerbi alla convocazione; lunedì è stato il giorno del forfait per Locatelli per un problema alla caviglia; martedì ko Gabbia assieme a Kean, causa stiramento al polpaccio. Il gruppo è così diminuito, scendendo dai 27 iniziali ai 24 finali, compresi gli integrati Ranieri e Rugani. Come se non bastasse, al momento della convocazione Spalletti aveva dovuto fare a meno già di Calafiori, Politano, Zaccagni, Comuzzo e al baby Leoni per motivi fisici.
La Norvegia, invece, fa leva sul suo tridente di stelle: Haaland (Manchester City), Sorloth (Atletico Madrid) e Odegaard (Arsenal). Un inizio in salita per l’Italia, che però dovrà affrontarlo con decisione. Un passo falso potrebbe complicare fin da subito la rincorsa a un Mondiale che manca ormai da troppo tempo.
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