Juventus: come leggere la pareggite acuta in campionato, tra attesa e ambizione
JUVENTUS MOTTA- La Juventus di Thiago Motta pareggia ancora. Lo fa in casa, contro il Bologna, nella giornata numero quindici della Serie A 2025 e poi, di nuovo, contro il fanalino di coda Venezia. Due partite giocata non bene, sporche. Con i Felsinei che hanno anche fatto meglio dei bianconeri, andati sotto di due gol e con il pareggio agguantato soltanto in pieno recupero. Contro il Venezia, forse, ancora peggio. Con il pareggio agguantato ancora in pieno recupero, su rigore, dopo essere andati in vantaggio. Come si legge la “pareggite acuta” della Vecchia Signora? Come fisiologica, viste le tante assenze e la pazienza da avere con un allenatore nuovo, oppure sintomo di una squadra che non riesce a funzionare come vorrebbero le aspettative?
La Juventus di Motta non ingrana: cause e letture delle difficoltà bianconere
Non si può parlare di crisi, beninteso. Dopo sedici giornate la Juventus occupa la posizione numero sei nella Serie A 2025. Certo non minimamente vicina ai sogni scudettati dei tanti tifosi bianconeri ma, nella realtà, non così lontana dall’obiettivo minimo stagionale del quarto posto, che significherebbe ingresso nella Champions League 2025.
Di cosa si scrive, dunque? Si scrive dei tanti, troppi pareggi della Vecchia Signora. Spesso arrivati senza segnare o, come contro il Bologna, recuperando partite iniziate malissimo.
La Juve mantiene molto possesso palla, ma fatica a concludere. E non può essere solo colpa di Dusan Vlahovic, comunque assente nelle ultime uscite. Il problema dei bianconeri sembra una difficoltà continua nel legare il centrocampo con l’attacco, in un gioco che pare troppo spesso slegato e vincolato alle giocate dei singoli.
Le tante assenze e l’inserimento a rilento dei nuovi, roboanti acquisti della sessione dell’estate 2024 completa l’opera di una rosa che non pare all’altezza delle speranze. Tanti errori tecnici e di impostazione non aiutano una Juventus che subisce troppo in fase di transizione e patisce le ripartenze veloci degli avversari.
Alcune scelte di Motta sono state criticate ma, a dirla tutta, sembrano piuttosto obbligate: qualsiasi squadra patirebbe le assenze di giocatori come Bremer, Cabal, Douglas Luiz e dello stesso Vlahovic. Tranpolino di lancio per i vari Rouhi, Yildiz (che pure vanta un ruolo diverso in squadra) e, ovviamente Mbangula.
Tempo, dunque, o aspre critiche? Probabilmente un po’ entrambe le cose, condite con la giusta moderazione: i bianconeri sono una squadra giovane, di belle speranze e con un allenatore nuovo. Va portata pazienza. Ugualmente, considerate alcune prestazioni sottotono, che pur hanno mostrato la tempra di una squadra che lotta e non accetta la sconfitta, alcune critiche sono necessarie e quasi inevitabili.
Perché, in fondo si sa: “Vincere è l’unica cosa che conta”.
