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Milan, Origi: un mistero da 4 milioni di euro l’anno

Quello tra il Milan e Origi è un rapporto che ha dell’incredibile. Il calciatore belga di origini keniote è ormai fuori rosa da tempo, ai margini di Milanello, al punto che si allena in solitaria a Firenze. La blasfemia calcistica, però, sta nel fatto che il centravanti classe 1995 guadagna 4 milioni di euro netti l’anno (5,2 milioni lordi) senza mai scendere in campo e giocare alcun minuto.

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Milan e il fantasma Origi: 4 milioni l’anno per non giocare mai

Divock Origi, attaccante del Milan classe 1995, è fuori rosa ormai da tempo ma continua a guadagnare la bellezze di 4 milioni di euro netti l’anno senza mettere mai piede all’interno del rettangolo verde. Non solo fuori rosa, ma anche fuori Milanello, visto che il calciatore si allena in solitaria in quel di Firenze. Il rapporto tra il club rossonero e il centravanti belga terminerà nel 2026, termine naturale della fine del contratto, e fino a quel momento continuerà a percepire uno stipendio notevole e dipeso, soprattutto nel caso di chi non gioca mai.

La politica dei costi contenuti, del bilancio sotto controllo, del fragile equilibrio da mantenere tra entrate e uscite, cede inesorabilmente in questo caso al cospetto di una verità a tratti incomprensibile. Origi è un fantasma, più che fuori rosa è tecnicamente un calciatore epurato a tutti gli effetti ma, ed è qui la blasfemia sportiva, sotto contratto. Se prima della scadenza naturale del contratto, il 2026, nessun club si farà vivo, l’attaccante belga peserà alle casse rossonere ancora per un altro anno: incredibile, ma vero.

L’annuncio di Ibrahimovic che mette ai margini Origi dal progetto

Fu Zlatan Ibrahimovic, al momento della presentazione di Fonseca come nuovo allenatore del Milan, ad annunciare che “Origi e Ballo-Touré giocheranno nel Milan Futuro perché non fanno parte del progetto della prima squadra”. Nessuna spiegazione ulteriore, nessuna mediazione o perifrasi di rito, nessuna interpretazione diversa di fronte a un’affermazione così netta e inequivocabile.

Se Ballo-Touré, però, qualche presenza con il Milan Futuro l’ha fatta – rassegnandosi all’idea di una marginalità pressoché irrevocabile – Origi è scomparso nel nulla e non ha toccato erba nemmeno con la seconda squadra dei rossoneri. Epurato da tutto, estromesso da qualsiasi progetto a tinte rossonere, allontanato anche da Milanello visto che si allena a Km di distanza in quel di Firenze.

Anche sui social, l’attaccante non batte presenza. L’ultimo post su instagram risale al 3 luglio 2024 mentre su X, ancora peggio, l’ultimo cenno di vita risale al 4 settembre 2023. Una situazione sui generis e alquanto incomprensibile, soprattutto se riguarda un grande club dalla storia gloriosa come il Milan.

L’interruzione di una carriera in ascesa

Quella di Divock Origi era una carriera in ascesa. Il classe 1995 si era formato da giovanissimo nelle giovanili del Genk, in Belgio, per poi approdare nel 2010 al Lille, in Francia. Dopo due anni passati nel settore giovanile, ecco che nel 2012 fa il suo esordio nella prima squadra del club francese; con loro, in tutte le competizioni, raccoglierà 86 presenze e 16 reti.

Poi, nel 2015, il grande salto: l’approdo al Liverpool. Con i Reds il belga ha un rapporto a due fasi: dal 2015 al 2017, realizzando 77 presenze e 21 reti, e dal 2018 al 2022 totalizzando complessivamente 175 presenze con 41 reti. Con la formazione inglese vincerà tutto quello si poteva vincere: una Premier League, una Coppa di Lega Inglese, una Coppa d’Inghilterra, una Champions League, una Supercoppa Europea e una Coppa del Mondo per Club.

Ed ecco che nel 2022 approda al Milan. Dopo la gloria sportiva con la vittoria della più importante competizione sportiva, ecco che la carriera del belga sostanzialmente termina. In un anno con i rossoneri si contano 36 presenze complessive con appena 2 reti realizzate, in seguito il prestito di un anno al Nottingham Forest e poi più nulla. Origi andrà recuperato calcando sul doppio aspetto, fisico e psicologico, e reinserito in un contesto di squadra virtuoso e che lo valorizzi. Al momento, salvo stravolgimenti, tutto sembra assomigliare alla trama di un giallo di Simenon.

di Claudio Troilo

Milan, Origi: un mistero da 4 milioni di euro l’anno