L’Italia s’è…persa! Vergogna a Oslo, mondiale già a rischio
No, non “s’è desta”, come nel “Canto degli Italiani”, ma “s’è persa”, come nel naufragio sotto il diluvio di Oslo: la pessima Italia di Luciano Spalletti affonda 3-0 contro una Norvegia apparsa superiore in ogni reparto e, ora, è già tempo di pensare ai possibili spareggi per il mondiale 2026. Dopo una sola partita. Dopo un avversario non irresistibile. Vergognosa e inaccettabile la sconfitta Azzurra, non tanto per non aver ottenuto punti sul campo di una nazionale in crescita e con giocatori davvero di primo livello, quanto per l’atteggiamento con cui è arrivata e, ovviamente, il passivo. Non resta che riflettere sulla pochezza dell’italico calcio, che rischia davvero di privare una nuova generazione della gioia di un mondiale.
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Norvegia Italia , il simbolo del naufragio di una Nazionale che non c’è più
3-0 nella prima e, probabilmente, decisiva partita nel girone di qualificazione al mondiale 2026. La Norvegia, che ci ha lasciato palla per gran parte del tempo, ha accettato la sterilità dei nostri passaggi, per poi colpirci senza pietà. Più cinici, più veloci, più determinati, più tecnici. Più tutto per noi, questi scandinavi che arrivavano al match con due vittorie su due nel girone.
Sono un’ottima nazionale, questo è vero. Non solo Haaland, ma tanti altri interpreti di altissimo livello. Sono, tuttavia, alla portata dell’Italia. O, almeno, questo è quello che ci aspettavamo. Perché, anche contro Francia e Germania, qualcosa di positivo la squadra di Spalletti l’aveva mostrato. Un po’ di grinta, di volontà. Ieri il nulla. Assoluto.
Prestazione vergognosa per una nazionale, la nostra, che non riesce praticamente mai a spaventare il portiere avversario e che mostra tutte le difficoltà nel seguire il CT, Spalletti, che sembra un uomo solo al comando.
Che esista uno scollamento tra i giocatori e la guida tecnica pare evidente: nessuno dei giocatori in campo sembra seguire le direttive di un mister che sa certamente allenare ma che, forse, non è un gran gestore. Proprio la caratteristica necessaria per essere un buon CT.
L’Italia torna in patria con tre gol al passivo, praticamente impossibili da recuperare nella decisiva partita di ritorno: il primo posto del girone è già un’utopia. Svilente, calcolando che si è giocata una sola partita.
I tifosi chiedono la testa dell’allenatore, il mondo del web invoca Claudio Ranieri per garantirci un mondiale che manca da troppo, troppo tempo. Se il calcio, in Italia, sta perdendo la passione delle generazioni più giovani è, certamente, anche per prestazioni come queste.
Che cancellano la voglia di seguire una squadra che, oltre a perdere, non sembra in grado di metterci il cuore.
