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Omicidio Claris, le ultime tra striscioni intimidatori, fiori e vessilli della Dea

Una giornata, a Monza, di silenzio assordante da parte della Curva dell’Atalanta, in lutto dopo l’omicidio di Riccardo Claris, a Bergamo, da parte di un tifoso interista, diciannovenne, agli arresti: sul luogo del delitto, in via dei Ghirardelli a Bergamo, sono comparsi fiori, un nastro azzurro, una maglia della Curava e uno striscione (poi rimosso) di minacce.

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Omicidio Claris : le ultime da Bergamo , tra fiori e uno striscione di minacce

Una vicenda che ha sconvolto tutti e che, a Bergamo, ha cambiato l’equilibrio della città. L’omicidio di Riccardo Claris, infatti, non ha colpito soltanto l’ambiente del tifo organizzato, ma Bergamo tutta.

Sul luogo del delitto, in via dei Ghirardelli, sono comparse tra domenica 4 e lunedì 5 maggio 2025 tanti fiori, tante sciarpe e vessilli. Maglie della sua amata Curva Nord e messaggi, tutto per onorare e ricordare Riccardo, un ragazzo per bene.

Va sottolineato anche che, nella mattinata del 5 maggio, è comparso uno striscione appeso da ignoti nella notte, che recitava “1 si è salvato rinnegandovi, 2 hanno seguito le vostre orme. È ora di tornare giù e accogliere il vostro destino”: un messaggio emblematico e di minaccia, proprio nei pressi della casa di Jacopo de Simone, l’unico arrestato e indagato per l’omicidio. Anche perché il diciottenne si è costituito. Striscione poi rimosso.

Nel frattempo la sorella di Riccardo, Barbara, chiede sia rispetto che silenzio con una lettera sui social:
“Chiedo con il cuore spezzato di avere ciò che meritiamo, rispetto e silenzio, lo chiedo ai giornali, ai commentatori, ai tifosi. Rispettiamo, aspettiamo, chiediamo giustizia, come umani. Siamo tutti sconvolti, non ci sono parole per descrivere ciò che proviamo.  Riccardo era un bravissimo ragazzo, chi lo conosce lo sa! Qualsiasi cosa sia successa non era un violento, non era un criminale, non si meritava quanto successo. Niente giustifica l’omicidio, comunque!”.

Riccardo era figlio di una dirigente scolastica ed era laureato in economia e commercio, era da poco stato assunto a tempo indeterminato da un’azienda di Milano.

Omicidio Claris, le ultime tra striscioni intimidatori, fiori e vessilli della Dea