Udine, corteo pro Palestina prima di Italia-Israele
UDINE ITALIA ISRAELE- Udine accoglie una partita delicata. Nella giornata numero quattro della Nations League 2025, infatti, l’Italia di Spalletti ospita Israele. La nazionale di un Paese al centro di un vero e proprio ciclone a causa dei fatti di guerra del Medio Oriente, che stanno tormentando l’area israelo-palestinese da decenni e che si sono aggravati negli ultimi dodici mesi. In città, prima del match, è partito un corteo di protesta.
Italia – Israele : a Udine corteo pro Palestina
Un corteo partito da piazza della Repubblica, a Udine, manifesta in favore della Palestina. A sostenerlo il Comitato pro Palestina di Udine, la Comunità Palestinese Fvg e Veneto, Salaam Ragazzi dell’Ulivo e Giovani Palestinesi Fvg.
Come riporta Ansa, sono numerose le bandiere palestinesi sventolanti per le vie della città, con uno striscione ad aprire la marcia: “Diamo un calcio all’apartheid. Fuori Israele dalla Fifa”.
La protesta, oltre alla parte socio-politica, coinvolge anche il mondo del calcio: tra le richieste dei manifestanti, infatti, c’è anche quella, rivolta alla Fifa, di espellere Israele dalle competizioni internazionali. Colpevole, secondo i manifestanti, di non rispettare il diritto internazionale e di violare i diritti umani.
La Fifa starebbe, sempre secondo quanto riportato da Ansa, che ha raccolto le voci dei partecipanti, aiutando Israele a nascondere i propri crimini. Il fatto che la nazionale possa disputare partite internazionali della Fifa, infatti, sarebbe una sorta di legittimazione delle azioni dello Stato in Medio Oriente.
Una fotografia di quanto sta accadendo in una parte di mondo che, purtroppo, è martoriata da una guerra senza fine da decenni.
A Udine è stato dispiegato un massiccio schieramento di forze dell’ordine, per evitare che il corteo possa degenerare o per evitare, caso estremo, infiltrazioni o occasioni di scontro con eventuali altri gruppi.
Ricordiamo che, nella partita di andata, il pubblico italiano presente in campo neutro, aveva girato le spalle all’inno israeliano. Dimostrando che, in queste occasioni, anche il calcio è uno strumento di comunicazione molto potente.
