Acerbi: “Chivu? Con altre dinamiche di gruppo non avrebbe vinto”
Francesco Acerbi si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Sport Mediaset, tra addio all’Inter, ambizioni e un rapporto non del tutto sbocciato con Simone Inzaghi. Ecco le parole del difensore centrale trentottenne.
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Le parole di Acerbi nell’intervista sulle sue ambizioni e l’addio all’Inter
“Io sto bene e voglio ancora giocare. Non ho in mente di fare altro ma voglio andare avanti con molta serenità perché so di aver dato tutto quello che avevo. Con l’Inter mi sono lasciato bene: non ho nessun rimpianto. Anzi sono molto orgoglioso di questi quattro anni: di come sono arrivato, come me ne sono andato e quello che ho fatto”
Sul rapporto con Chivu
“Chivu? Non ha voluto strafare: la squadra era quella, il modulo era quello. Ha provato a gestire il gruppo. Tra virgolette ci dava tante libertà sui giorni liberi: sapeva quando eri un po’ stanco, cercava di dosati perché anche sa che sono tante partite. Poi comunque abbiamo cercato di dargli una mano perché non è facile venire all’Inter, hai un peso sulle spalle importante. Il gruppo quest’anno secondo me ha fatto uno step mentale perché è grazie al gruppo, l’ho detto anche ai miei compagni, se poi hai vinto quello che hai vinto. Il gruppo quest’anno ha fatto la differenza: con altre dinamiche interne non avresti vinto. E quindi sono molto orgoglioso di me e soprattutto dei miei compagni. Poi ovviamente Chivu ci ha messo anche del suo. Alla fine tutti insieme siamo riusciti a vincere. Però non è che ci ha motivato. Ci vuole sempre qualcuno che ti dica che puoi vincere con tutti e che sei forte. L’allenatore non ti può dire: ‘Sei scarso, non puoi vincere’, perché poi hai ragazzi giovani in spogliatoio, vai in campo insicuro. Quindi grande fiducia in noi e via. Una grande squadra deve essere così: l’allenatore empatico coi giocatori, che fa le regole e cerca di motivare nel momento e nel modo giusto i giocatori per farli esprimere al meglio”
Sul paragone con Inzaghi
“Rapporto con Chivu? Io giocavo, lui allenava. Mi sono messo a disposizione. Io, per dire, voglio bene anche a Inzaghi però sono quei rapporti che tu sei l’allenatore, io sono il giocatore. Simone mi ha dato molta fiducia ma io l’ho ripagata altrettanto. Questa è la cosa che poi ti porta rispetto reciproco. Di allenatori ne ho avuto tanti che mi hanno lasciato qualcosa. Con Inzaghi ho vinto, sono stato bene per sette anni e quindi è probabilmente quello che comunque ha inciso di più”.
di Roberto Scicolone
