Bove, gli esami fanno ben sperare: cresce la possibilità di un ritorno in campo
Edoardo Bove rivede il campo. Gli ultimi esami effettuati dall’ex Roma e Fiorentina danno speranza per un possibile ritorno in campo, anche se non in Italia. Manca un solo test per verificare l’idoneità sportiva al di fuori dei confini nazionali: il calciatore spera.
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Bove e la speranza di tornare in campo
I test effettuati da Bove in questi giorni hanno dato tutti esito negativo, e in questo senso la definizione è tutt’altro che ostile alle speranze di ritornare a calcare il rettangolo verde. Il centrocampista ha svolto gli esami tenendo tutto molto riservato, accompagnato dalla famiglia e dalla sua fidanzata, oltre che dal suo entourage. Edoardo, quindi, può tornare a essere un calciatore e non più dalla panchina. Ora manca solo un ultimo test di abilitazione, ma si tratterebbe di una formalità seppur da non sottovalutare e da non considerare già cosa fatta.
La volontà del calciatore è sempre stata quella di tornare a giocare. La paura sicuramente c’è, il trauma subito è stato fortissimo, la ripresa dell’attività agonistica dovrà essere graduale e accompagnata anche da un supporto psicologico, ma Edoardo non è mai venuto meno a quella che è sempre stata la sua speranza. Per diventare dirigente, collaboratore tecnico o chissà cos’altro c’è tempo: lui vuole giocare.
Per farlo, però, dovrà andare all’estero. Le norme vigenti in Italia non consentono ad atleti che sono stati vittime di episodi cardiaci di tornare a giocare. All’estero questo è possibile, come dimostra anche il caso Eriksen. Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, è stato contattato dal Ministro dello Sport Abodi per modificare le regole relative all’utilizzo del defibrillatore. L’idea è quella di consentirlo anche in Italia, facendo ovviamente assumere tutte le responsabilità di tale scelta agli atleti stessi.
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di Claudio Troilo
