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Conte: “Mi piacerebbe un club che mi dia una scintilla”

Antonio Conte cerca prossima squadra, e nel corso di un’intervista a The Athletic ha strizzato l’occhio a tutte quelle big dalla storia ricca di trofei che da troppo tempo non si tolgono la soddisfazione di vincere un titolo: Juventus, Milan, Chelsea e Manchester United avvisate…

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Le parole di Conte nell’intervista sulla sua prossima squadra

“Se arrivi in un club la cui storia parla da sé – una storia fatta di trofei, scudetti e vittorie – puoi onorarla in un solo modo: avendo l’ambizione di riportare quel club a lottare per quegli obiettivi. So bene che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore – e trasmettere ai tifosi, ai giocatori e ai dirigenti – quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: ‘Cazzo, possiamo vincere’. Ci sono molti club che hanno un po’ perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in una di queste società per rispolverare quel passato e farlo tornare a splendere. Club dove si respira pressione, dove sai perfettamente di non andarci solo per partecipare, ma per competere”.

Sul Tottenham

“È proprio questo il problema, ecco perché il duro lavoro è fondamentale. Vincere non è facile, richiede fatica – ha detto prima di ricordare l’altra esperienza in panchina a Londra -Sono andato al Tottenham con l’ambizione di cambiare un po’ le cose. Ricordo che non stavamo vincendo o avevamo pareggiato una partita e ho mandato un messaggio a Daniel Levy. Lui mi rispose: ‘Non preoccuparti, vinceremo la prossima’. ‘Ma che diavolo…?’, continuavo a dirgli. I calciatori scelgono sempre la strada più facile, quella che li fa stare bene e richiede meno sforzo. La cosa che mi faceva impazzire era sentire chi mi stava intorno dire: ‘Il Tottenham non vincerà mai nulla’. Che sono dei perdenti”.

Sulla centralità dell’allenatore

“C’è una direzione, c’è una visione. Arteta definisce la direzione, proprio come facevano Klopp e Guardiola. A mio avviso, l’allenatore deve essere al centro; deve essere importante. Se non sei contento, lo licenzi. L’allenatore deve fornire la direzione e la visione. Guardate Como. Cesc ha voce in capitolo. Al Psg non hanno vinto la Champions League con Mbappé, Messi e Neymar. Stiamo parlando dei migliori giocatori del mondo. Ma bisogna capire che ci devono essere equilibrio e affiatamento”.

di Roberto Scicolone

Conte: “Mi piacerebbe un club che mi dia una scintilla”

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